Arezzo, Bucchi: "Serve maturità, col Forlì abbiamo rischiato"

Cristian Bucchi, tecnico dell'Arezzo, ha parlato nella conferenza stampa alla vigilia del match contro il Pontedera: "Sarà fondamentale capire subito, già dai primi minuti di riscaldamento, il comportamento del pallone: il rimbalzo, la velocità, le condizioni del campo. Sono aspetti che una squadra ambiziosa deve saper interpretare rapidamente, senza perdere tempo. Chi ci affronta sa che l’Arezzo è una squadra intensa, e si prepara di conseguenza. Per questo l’approccio iniziale alla gara deve essere sempre di altissima concentrazione, con la voglia di restare sul pezzo e non concedere nulla. Lo abbiamo dimostrato in tutte le partite fin qui disputate. Ogni avversario in questo girone ha qualità: velocità, tecnica, organizzazione, pericolosità sui calci piazzati. Sta a noi portare la sfida sul nostro terreno, spostare l’inerzia della partita verso ciò che ci avvicina al successo, sfruttando le difficoltà dell’avversario. Contro il Forlì abbiamo dominato, ma non chiuso. Serve maturità”
L'allenatore invita a non sottovalutare il club granata dopo aver già rischiato all'esordio: "Le cosiddette partite “facili” nascondono sempre molte insidie. Contro il Forlì, dopo mezz’ora del secondo tempo, abbiamo avuto un dominio totale: eravamo padroni della loro metà campo, abbiamo creato tanto, ma non siamo riusciti a chiuderla. In quel momento mi sono preoccupato. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo diventare una squadra matura, consapevole. Quando non riesci a chiudere una gara — per meriti dell’avversario, per sfortuna o per imprecisione — devi avere la capacità di portarla a casa anche in modo sporco, scorbutico, fortunoso. Invece abbiamo lasciato il Forlì in partita, e questo è un aspetto su cui dobbiamo lavorare. La prestazione resta positiva, ma quei dieci minuti finali potevano cambiare tutto. È andata bene, la raccontiamo col sorriso, ma poteva lasciare uno strascico diverso".
Un aggiornamento anche sulle condizioni del centrocampista Dezi: "Jacopo ha avuto un piccolo problema dopo due amichevoli ravvicinate. Sta seguendo un percorso di lavoro differenziato che durerà circa 15-20 giorni. Contiamo di riaverlo tra un mese. La situazione non è drammatica come ho sentito dire. Il gruppo è la nostra forza. In Serie C vincono le squadre, non i nomi”.
C'è spazio ancora per le operazioni, a cui comunque l'ex Benevento non pensa troppo: "Fino a lunedì alle 20 può succedere di tutto, ma io non ho fatto richieste. Anzi, forse abbiamo fatto anche più di quanto previsto. A fine stagione, in riunione con il direttore, il presidente e Francesca, abbiamo ipotizzato come migliorare la squadra. Io ho indicato le caratteristiche, il direttore ha cercato i profili, il presidente e la famiglia Manzo hanno gestito l’aspetto economico. Abbiamo raggiunto gli obiettivi. Sono contentissimo del gruppo che ho. Più che dei calciatori, sono felice delle persone. I favori si conquistano sul campo. In Serie C non vincono i nomi, vincono le squadre. Lo scorso anno nessuno pensava che l’Entella potesse vincere il campionato, e invece… Due anni fa la Juve Stabia, il Mantova, squadre neopromosse o ripescate. Questo è il campionato delle squadre. Dobbiamo esserlo più degli altri, sul campo. Ora tutti si divertono a dire che sono più bravi gli altri. Ma non conta chi lo dice, conta chi lo dimostra. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, e quando affronteremo gli altri, dimostrare di essere più bravi".
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