Forlì, Campedelli: "Coveri non è stato svogliato. Obiettivo era mantenere porta inviolata"
Quinto pareggio nell'ultime cinque settimane per il Forlì che quest'oggi non è andato oltre lo 0-0 contro la Pianese e resta sempre in bilico tra la zona playout (distante solo due punti) e quella playoff (a tre lunghezze). In sala stampa è quindi intervenuto mister Nicola Campedelli che ha offerto la sua analisi.
L'ultima vittoria risale a settembre e oggi è arrivato il sesto pareggio stagionale. Che analsi fa di questa partita e che Forlì ha visto in campo?
"Sicuramente siamo rammaricati, perché il nostro obiettivo era vincere. Non esserci riusciti lascia inevitabilmente un po' di amarezza. Detto questo, la partita è stata più o meno come ce l'aspettavamo: una gara rognosa, difficile, contro un avversario che veniva da una serie positiva e che non era certo da sottovalutare. Non siamo stati brillanti come in altre occasioni, ma la partita si è sviluppata su binari di grande equilibrio. Abbiamo avuto due occasioni molto importanti con Coveri, una delle quali a tu per tu con il portiere, e se fossimo riusciti a concretizzarle probabilmente staremmo parlando di un'altra gara e di un altro risultato".
Oggi ha cambiato modulo, passando a un 4-3-1-2 per poi tornare in alcune situazioni al 3-5-2. Come nasce questa scelta?
"Come avevo detto anche in settimana, abbiamo una squadra dinamica. In realtà non è la prima volta che giochiamo con questi accorgimenti tattici, anche se magari sulla carta partiamo da sistemi diversi. Abbiamo giocatori come Macrì e soprattutto Farinelli che consentono una certa duttilità. Pensavamo che questa disposizione potesse darci alcune soluzioni positive. Ripeto, la partita è stata equilibrata. Non abbiamo preso gol, cosa che finora non era ancora successa. Giustamente siamo stati criticati in passato perché subivamo sempre almeno una rete; oggi invece siamo riusciti a mantenere la porta inviolata, che era uno degli obiettivi. Ci è mancata un po' di concretezza, pur avendo creato due o tre occasioni importanti, ma questo fa parte della partita".
Oggi è sembrata una delle partite meno brillanti del Forlì. Dopo la delusione della scorsa settimana ci si aspettava una squadra più sicura e aggressiva. Invece si è vista una certa titubanza. E Coveri è sembrato meno brillante del solito.
"Sull'ultima osservazione non sono d'accordo. Coveri non è stato svogliato. Corre, lotta e si sacrifica fino all'ultimo minuto. È un ragazzo che sta facendo molto bene: ha già segnato cinque gol, mentre l'anno scorso ne aveva realizzati tre. Se arriva davanti alla porta con quella frequenza è perché lavora tanto e perché è utile alla squadra. Un attaccante può sbagliare. Oggi ha trovato anche un portiere bravo che, nell'uno contro uno, ha compiuto un grande intervento. Sul resto, è vero che non siamo stati particolarmente brillanti. Non è stata una partita spettacolare, ma non ricordo nemmeno grandi rischi corsi. Noi siamo una squadra che deve salvarsi con le unghie e con i denti, questa è la nostra identità e non dobbiamo dimenticarlo. In altre occasioni abbiamo dominato partite, penso ad esempio all'Ostiamare, creando moltissimo senza però riuscire a concretizzare. Oggi siamo stati meno brillanti, ma non abbiamo preso gol e abbiamo comunque creato occasioni importanti per vincerla. Bisogna sempre ricordarsi che di fronte ci sono anche gli avversari e che ogni partita presenta delle difficoltà. La Pianese ha battuto il Ravenna poche settimane fa, quindi non stiamo parlando di una squadra senza valore. Sono il primo a essere rammaricato perché volevamo vincere e volevamo esprimerci meglio sul piano del gioco, ma bisogna analizzare tutto nel modo corretto. Se una squadra fosse svogliata prenderebbe quattro gol. Noi oggi non ne abbiamo subiti e abbiamo comunque lottato fino alla fine. Dobbiamo sapere chi siamo: una squadra giovane che deve salvarsi e che ha ancora tanti margini di crescita. In alcune partite siamo stati brillanti senza vincere, e siamo stati criticati. Oggi siamo stati meno brillanti, ma abbiamo raggiunto almeno l'obiettivo di non subire reti. Ora dobbiamo continuare a lavorare per ritrovare la brillantezza delle migliori prestazioni e diventare più cinici sotto porta".
Gli ingressi di Petrelli e Rosetti hanno dato vivacità alla manovra offensiva. È soddisfatto dell'impatto dei cambi? E come sta Perini?
"Sì, i ragazzi entrati dalla panchina hanno fatto bene. Anche Gabellini, per esempio, era riuscito a trovare il gol, poi annullato per una situazione davvero al limite. Con le immagini a disposizione è difficile avere certezze assolute, ma la decisione arbitrale è stata quella e va accettata. In generale chi è entrato ci ha dato una mano, come già successo in altre partite. Penso alla scorsa settimana, quando proprio Gabellini e Perini erano entrati e avevano inciso. Per quanto riguarda Perini, purtroppo ha accusato una fitta al tendine poco dopo il suo ingresso. Speriamo non sia nulla di grave, ma era giusto sostituirlo. Tra l'altro aveva avuto anche una grande occasione di testa su calcio d'angolo. In quel momento ha sentito dolore, altrimenti magari avrebbe trovato il gol. Speriamo davvero che non sia niente di serio".
Abbiamo parlato del clean sheet e del gol annullato. Cosa è mancato per trovare la concretezza necessaria a vincere la partita? E come può migliorare il Forlì nella riaggressione?
"Non credo che abbiamo sofferto particolarmente la pressione avversaria. Abbiamo concesso poche occasioni e poche situazioni pericolose. È mancata soprattutto la brillantezza che normalmente ci contraddistingue e che ci permette di creare con maggiore continuità e di dominare alcune fasi della partita. Oggi è stata una gara tesa, dura, molto equilibrata. Dobbiamo prenderci ciò che di positivo è arrivato, cioè la porta inviolata, e continuare a lavorare. La nostra realtà è questa: dobbiamo lottare dal primo all'ultimo minuto con il coltello tra i denti. Lo abbiamo sempre fatto e dovremo continuare a farlo. Volevamo vincere, non ci siamo riusciti, ma dobbiamo alimentare quelle convinzioni che possono aiutarci a crescere e migliorare ancora".
Il fatto di essere stati meno dominanti in mezzo al campo può essere dipeso dalla presenza di Scaccabarozzi, giocatore con caratteristiche diverse rispetto a Rosetti? E perché ha scelto Martelli al posto di Theiner?
"Scaccabarozzi ha comunque avuto due occasioni per andare al tiro nel primo tempo, arrivando bene all'inserimento. Quando parlo di mancanza di dominio mi riferisco soprattutto alla capacità di creare occasioni e imporre il gioco come avevamo fatto in altre partite. Oggi è stata più una gara da "ping pong", con continui ribaltamenti di fronte: un calcio d'angolo per noi, uno per loro, una ripartenza da una parte e dall'altra. È stata una partita equilibrata. Per quanto riguarda i portieri, ne abbiamo due molto validi. Oggi abbiamo scelto Martelli, che è un portiere affidabile, conosce bene l'ambiente e ha risposto presente. La decisione è stata presa sulla base di queste valutazioni".
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