Guidonia, Ginestra dopo l’1-1 col Bra: "Ci mancano cattiveria e l’episodio a favore"

Guidonia, Ginestra dopo l’1-1 col Bra: "Ci mancano cattiveria e l’episodio a favore"TMW/TuttoC.com
© foto di Giuseppe Scialla
Oggi alle 18:00Girone B
di Laerte Salvini

Dopo l’1-1 interno contro il Bra, è un Ciro Ginestra diretto e analitico quello che si presenta in sala stampa. Il tecnico del Guidonia difende la prestazione, punta il dito sugli episodi e ribadisce con forza l’obiettivo salvezza: "Assolutamente sì. Non so che partita avete visto voi, ma abbiamo fatto di tutto per vincere. Ci siamo riusciti per episodi e credo che alla squadra si possa rimproverare poco. Abbiamo fatto 80 minuti sulla metà campo di là e negli ultimi 30 metri ci manca quella famosa stoccata vincente. Una squadra che arriva 7-8 volte nell’area piccola, con tre o quattro miracoli del portiere, si può chiedere poco".

Sugli episodi che stanno condizionando il girone di ritorno: "Le ultime sei partite, se andiamo a contare, sono tutti episodi negativi. Rigore con l’Arezzo, a Ravenna al novantesimo, con il Livorno… tutti episodi che in questo momento non ci girano bene. Dobbiamo reagire. Sotto l’aspetto dell’atteggiamento ho visto una squadra che ha dominato la partita, ma poi bisogna fare gol per vincere. A noi manca questo. È un problema mentale: una volta che vinci una partita ti sblocchi e tutto diventa più facile".

Sull’1-0 e la gestione: "L’unica cosa che posso rimproverare è non aver portato l’1-0 a fine primo tempo. L’avremmo gestita in maniera diversa. Invece dopo cinque minuti ci hanno fatto rigore e questo ci ha un po’ tagliato le gambe. Però non ci siamo mai disuniti. Abbiamo avuto tre o quattro palle gol clamorose dentro l’area piccola, l’ultima di testa sembrava gol. Abbiamo fatto qualcosa per vincerla, ma in questo momento gli episodi ci girano contro".

Il tecnico sottolinea anche il contesto del campionato: "Ve l’ho sempre detto: il girone di ritorno è un altro campionato. Le squadre sono più agguerrite, i risultati pesano. Le uniche due note positive sono che abbiamo allungato a sei punti sulla Sambenedettese e lasciato il Bra a cinque punti. La squadra è viva, non è una squadra morta".

Sul limite offensivo: "Negli ultimi 30 metri la qualità si deve alzare. Noi pecchiamo in questo. Abbiamo dei limiti, li avevamo anche prima, solo che prima il risultato nascondeva qualche limite. Quando il campionato si fa più duro, i blocchi bassi si abbassano ancora di più e noi, che siamo una squadra da campo aperto, facciamo più fatica".

Capitolo Bernardotto e soluzioni alternative: "Non abbiamo giocatori strutturati che possano sopperire alla sua assenza. È un giocatore su cui abbiamo fatto affidamento e quando è stato bene ci ha fatto vincere partite. Oggi siamo corti davanti. Dobbiamo inventarci qualcosa, ma per caratteristiche non c’è un giocatore simile a lui in rosa. Abbiamo fatto 33 punti sul campo, non sono pochi".

L’obiettivo resta chiaro: "Abbiamo 33 punti sul campo, ne dobbiamo fare 40. Dobbiamo fare sette punti e farli quanto prima. La squadra è viva, le partite le facciamo noi. Non dobbiamo perdere la testa. Nel calcio appena perdi la testa il pericolo è dietro l’angolo. Dobbiamo arrivare al nostro obiettivo, che è la salvezza, quanto prima possibile".

Infine, sul rigore: "Non credo sia una questione di concentrazione. Oggi abbiamo concesso quasi niente. È una questione di episodi: quando non sei positivo, l’episodio non te lo cerchi positivo. E cosa ti fa cercare positivo l’episodio? La vittoria. Una volta che arriva la vittoria, tutto torna. Nel calcio, alla fine dei giochi, tutto torna se lavori bene, se sei concentrato e se ti alleni bene. Io sono il capo di questi ragazzi e devo trovare le soluzioni. In questo momento la soluzione è arrivare quanto prima alla vittoria e poi alla salvezza, che è ciò che mi ha chiesto la società".