Focus TC

Pineto, Delle Monache e quella chiusura "che vale un gol"

Pineto, Delle Monache e quella chiusura "che vale un gol"TMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

C'è un modo per capire dove si trova oggi Marco Delle Monache, e non passa da un dribbling. Passa da una corsa all'indietro. Domenica sera al "Francioni" il Pineto ha portato a casa uno 0-0 sporco e prezioso, e nella conferenza del dopo gara Enrico Barilari ha raccontato una scena da spogliatoio: il capitano Tonti che si avvicina a Marco e gli dice che «quella chiusura difensiva che ha fatto in diagonale vale un gol». Il tecnico ha rilanciato: è stata la sua giocata migliore della serata e, soprattutto, è la giocata che un anno fa probabilmente non avrebbe fatto. Per il Pineto, ha aggiunto, quello è già un gol. Sembra poco. È tantissimo, se si conosce la storia.

Cappelle sul Tavo, provincia di Pescara. Dal Caldora al vivaio del Pescara nel 2013, l'esordio tra i professionisti in Coppa Italia contro il Grosseto nel settembre 2021: sedici anni, a lanciarlo è Gaetano Auteri. Poi arriva Zeman, e arriva l'anno che ancora oggi lo definisce: il boemo lo prende dalla Primavera e lo mette in pianta stabile in prima squadra. Sette gol in quarantuno presenze con il Delfino, tre dei quali nei playoff – due alla Virtus Verona, uno all'Entella – e una semifinale persa ai rigori con il Foggia che brucia ancora. A diciassette anni, di lui si parlava benissimo. Dappertutto.

La Sampdoria investe una cifra vicina al milione. In Serie B, però, arrivano sei presenze, tutte da subentrato. A gennaio 2024 il prestito al Vicenza, diciassette gettoni. Nell'estate successiva il Lecce: Corvino ci mette dei soldi e disegna un percorso di rientro, ripartendo dalla Primavera. Il talento non è mai stato in discussione. Il tempo, sì.

Poi c'è il capitolo che spiega tutto il resto. Ultimo giorno di mercato, settembre 2025: il Rimini chiude al fotofinish, ma il contratto non viene depositato in tempo. Qualche giorno dopo Corvino mette le cose in chiaro: «il ragazzo voleva andare ma non ci siamo sentiti di mandarlo», spiegò riferendosi alla situazione societaria dei romagnoli, e la stessa scelta valse per Salomaa.

Con il senno di poi, è stata una fortuna travestita da beffa. Il Rimini quella stagione la iniziò con sedici punti di penalizzazione, finì in liquidazione volontaria e il 28 novembre 2025 la FIGC gli revocò l'affiliazione: club escluso dal girone B, tesserati svincolati d'ufficio, risultati cancellati. Chi era rimasto lì dentro si è ritrovato senza squadra a stagione in corso.

Delle Monache, invece, è rimasto fermo. Primavera fino a febbraio, poi il prestito al Potenza: dodici presenze, nessun gol. Un anno e mezzo di carriera in stand-by, per un ragazzo che a diciassette anni era già un nome.

Il 21 luglio 2026 il Pineto lo annuncia: prestito dal Lecce con opzione e percentuale sulla futura rivendita, formula che dice due cose – i salentini non mollano la presa, i biancazzurri si prendono un rischio vero. Marco raggiunge subito il ritiro di Palena e nel comunicato del club dice di essere felice di arrivare a Pineto, di aver trovato un ambiente ambizioso e una società che ha creduto in lui. Il ritorno in Abruzzo era desiderato, anche per motivi familiari; il Pescara lo avrebbe rivisto volentieri, ma in quel ruolo aveva altre priorità.

Il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe, ospite di "A Tutta C" su TMW Radio e iL61 alla vigilia del campionato, non si è nascosto: un giocatore con un pedigree importante, uno che doveva fare un altro tipo di carriera e che ha avuto un intoppo. Il talento va coltivato e riportato in campo – il Pineto gli dà la possibilità, lui ci metterà del suo. «È una scommessa che vogliamo vincere».

Nello stesso intervento Di Giuseppe ha disegnato anche il perimetro del sogno Pineto: intorno ai 40 punti c'è la salvezza, a 50 i playoff, da lì in su comincia il sogno. Da raggiungere con step quotidiani e mensili, senza presunzione ma con ambizione. Barilari, dal canto suo, aveva chiesto fin da Palena un Pineto «giovane e frizzante». Una squadra rifatta, tanti ragazzi, il tempo necessario per incastrarsi.

Il talento è intatto: lo ha ricordato la Coppa Italia. Entrato all'intervallo contro il Gubbio, Delle Monache ha impiegato due minuti per firmare l'1-1 dal limite, fulminando Bagnolini di interno destro. Il Pineto ha comunque perso 2-1 ed è uscito subito, ma il segnale c'era.

A Latina no. A Latina è stata un'altra partita e un altro Delle Monache: dentro al 55' al posto di Forte, in una gara che i pontini tenevano in mano – otto corner a quattro, 1613 spettatori, ritmi alti e nervi tesi – con gli attaccanti biancazzurri rimasti isolati, come ha ammesso lo stesso Barilari. Qualche strappo, molta corsa, molta solitudine tra le linee: la sensazione di uno che vorrebbe risolverla da solo e non trova il varco. Nel recupero interminabile il finale si è acceso: rosso a Scheffer al 95' dopo la card FVS, e Latina anch'esso in dieci per la seconda ammonizione di De Cristofaro.

Manca quella luce, lo schiocco di dita che indirizza una stagione. Ma il resto sì, il resto si è visto. E c'è un dato che vale più di un'occasione da gol: quello di Latina, ha sottolineato Barilari, è il primo clean sheet dei suoi da inizio lavori, precampionato compreso. Nel viaggio del Pineto 2026-27, cominciato con un punto pesante su un campo difficile, c'è anche lo zampino del numero rimesso in gioco.

La terza serie ha una qualità che le altre non hanno: sa aspettare i ragazzi. Li rilancia, li rimette in fila, restituisce loro il campo e il tempo. Delle Monache oggi non è più il giovanissimo che stupisce, è il ventunenne che deve completarsi: non solo dribbling e strappi, ma sacrificio, letture, chilometri. Quella diagonale al Francioni è, in fondo, la sua dichiarazione d'intenti.

Il Pineto ha bisogno di lui per coltivare il proprio sogno. Lui ha bisogno del Pineto per tornare a essere una promessa mantenuta. Questo, per Marco Delle Monache, deve essere l'anno delle conferme e di una rinnovata serenità: uno dei ragazzi da guardare in questa Serie C.