Casertana, Espinal: "Inter U23 di talento. Dobbiamo unire i pezzi e fare 100' veri"
Con due pareggi e un successo all'attivo, la Casertana domani salirà in Lombardia, più precisamente al 'Breda' di Sesto San Giovanni, per affrontare l'Inter U23. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Vinicio Espinal.
Domani la partita contro l’Inter U23 arriva dopo un pareggio con un po’ di rammarico contro la Scafatese. Quali sono i temi tattici della sfida?
«Il rammarico c’è stato, in settimana c’erano rabbia e voglia di chiudere le partite in maniera diversa. È stata una spinta importante. L’Inter U23 è una squadra giovane, di talento: giocano con un 3‑5‑2 che a volte diventa 3‑4‑2‑1. Hanno qualità e dovremo mettere in campo la nostra esperienza, essere aggressivi e molto attenti. Sono giovani, ma bravi: singolarmente hanno talento».
Tre partite ravvicinate: avete dovuto cambiare metodologia di allenamento? Come hanno risposto i giocatori?
«La settimana l’hanno fatta bene. Abbiamo condensato alcune cose e alleggerito altre per arrivare al meglio alla partita, considerando che ci aspettano tre gare. Intanto lavoriamo su questa. È normale che dovremo fare dei cambi, in base a come andranno le partite».
L’Inter U23 era considerata una possibile mina vagante del campionato. Può essere un ostacolo in più?
«Non è una partita semplice, come non lo sono le altre. Il percorso dell’Inter è quello tipico delle squadre giovani: ci sono frenate e accelerazioni. Non sai mai cosa affronti, ma conosci il valore della società e dei giocatori. La qualità della rosa è evidente».
Hai detto che bisogna correggere alcune cose, soprattutto in difesa. Come pensi di farlo: cambi tattici o uomini più in forma?
«Il lavoro non riguarda solo la difesa, ma l’attenzione di tutti. Dobbiamo far capire a tutti l’idea di gioco. Abbiamo disponibilità da parte dei ragazzi e abbondanza dietro: in tre partite si vedrà qualche cambio. Sono contento della rosa. In questa fase di costruzione dobbiamo fare meno errori possibili e guadagnare il massimo da ogni partita».
L’approccio alle ultime gare non è stato quello immaginato. Anche questo va corretto?
«Sì, lo stiamo correggendo dal punto di vista emotivo e della concentrazione. Abbiamo impattato male sia a Savoia sia con la Scafatese: abbiamo regalato minuti e occasioni. Poi siamo stati bravi a riprendere le partite, meno bravi a chiuderle. Dobbiamo lavorare sui primi e sugli ultimi minuti, sulla concentrazione».
Mi è sembrato che la squadra abbia fatto fatica a gestire alcuni momenti della partita, soprattutto nel primo tempo contro la Scafatese. È così?
«In realtà sapevamo cosa avrebbe fatto la Scafatese: non ci ha sorpresi. Sapevamo come scalare. Il problema è pensare tutti allo stesso modo. Nel secondo tempo infatti la squadra ha corretto la situazione. In questo momento di costruzione, queste partite sono come amichevoli che servono a correggere, ma purtroppo non sono amichevoli»,
Le condizioni di Manconi? E la presenza dei tifosi del Nord vi dà più responsabilità?
«La responsabilità ce l’abbiamo sempre, anche senza tifosi: dobbiamo fare risultato. È bello renderli contenti, ma la soluzione è una sola: fare bene. Manconi sta bene, è disponibile. Lo abbiamo tenuto fuori qualche allenamento per precauzione, ma ha recuperato».
Quando vedremo la squadra che hai in testa?
«La squadra che ho in testa l’avete vista a pezzi: mezz’ora con il Barletta, mezz’ora con il Giugliano, mezz’ora nel secondo tempo con la Scafatese. Attenta, con personalità. Ma mezz’ora non fa una partita: ora dobbiamo unire quei pezzi in 100 minuti».
Si dice che le squadre che arrivano in fondo sono quelle che portano a casa punti anche nei momenti difficili. Quanto aumenta il rammarico per i gol subiti nel finale?
«Era possibile avere più punti, per ciò che abbiamo fatto durante le partite. Alcuni episodi sono stati per merito degli avversari, altri per demerito nostro. Intravedo cose positive: il lavoro sta attecchendo. Dispiace, ma il passato non torna. Dobbiamo pensare al presente, migliorare le cose che mi state giustamente ponendo e che anch’io conosco. Devo essere bravo a farlo nel minor tempo possibile».
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