Monopoli, Colombo: "Mancati in dettagli e atteggiamento: c’è molto da lavorare"

Monopoli, Colombo: "Mancati in dettagli e atteggiamento: c’è molto da lavorare"TMW/TuttoC.com
Alberto Colombo
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 17:00Girone C
di Valeria Debbia
Il tecnico del Gabbiano analizza il derby di Altamura: letture sbagliate iniziali, episodi contrari, poca lucidità sulle scelte e necessità di ritrovare identità e fame.

Alberto Colombo, tecnico del Monopoli, analizza ai microfoni di Canale 7 il ko nel derby di Altamura all'esordio in campionato.

Partita iniziata non benissimo, l’abbiamo vista anche arrabbiato in panchina. Non è bastata la reazione successiva?

«Sì, all’inizio ero arrabbiato perché ci siamo fatti sorprendere dal loro sistema di gioco, diverso da quello visto a Foggia. Mi sgolavo per far capire ai ragazzi quali scalate dovevamo fare in avanti, ma non riuscivamo a leggerle. Abbiamo sofferto questa situazione iniziale e poi gli episodi incidono: i dettagli fanno la differenza e noi, su qualche dettaglio, siamo mancati. È la prima partita, ma è certo che c’è molto da lavorare, soprattutto nell’atteggiamento. Sull’impegno nulla da rimproverare, ma nelle scelte potevamo fare meglio. Per esempio: con Paravvicini in campo dovevamo utilizzare il cross con più frequenza, far circolare la palla sugli esterni perché loro difendevano bassi e ripartivano. Dentro era difficile entrare: l’obiettivo era allargare e sfondare sulle corsie. Su certe decisioni potevamo essere più lucidi. La partita mi è sembrata simile a quella dell’anno scorso: trovato il gol, loro hanno lavorato bene sulle transizioni e noi, con un possesso sterile, cercavamo il varco. Anche gli episodi arbitrali non sono stati a nostro favore, ma fa parte del gioco».

Sul gol annullato a Scipioni restano forti dubbi: la posizione di Tosi sembrava difficilmente interpretabile come fuorigioco.

«Sì, è chiaro che tutti gli episodi sono girati contro. Non sono uno che si attacca agli errori arbitrali: potevamo e dovevamo fare meglio nelle altre circostanze. Però gli episodi incidono notevolmente. Ne prendiamo atto e lavoriamo per migliorare ciò che dipende da noi. E oggi (lunedì sera, ndr), secondo me, abbiamo margini elevati per farlo».

Non è bastato neanche il cambio di modulo nel finale: tre occasioni, ma è mancato il guizzo. Mancato anche lo spunto del centroavanti?

«Abbiamo provato a creare diversi presupposti, ma non siamo stati precisi. Dovevamo essere più rapidi nel muovere la palla. Al di là di chi c’è oggi o meno, dobbiamo fare i conti con la rosa che abbiamo: il mio compito è farla rendere al meglio, non pensare a chi potrebbe arrivare. Se vedo una squadra affamata, che sa di doversi conquistare tutto sul campo, sono tranquillo. Se noto atteggiamenti un po’ più “comodi”, allora mi preoccupo. Oltre all’aspetto tecnico e tattico, è inevitabile che alla prima partita non giri tutto alla perfezione. Ma per quanto ci conosciamo, potevamo fare qualcosa di più».

Le piacerebbe arrivare a Catania con la rosa quasi al completo?

«Non dipende da me. Io mi preoccupo di far arrivare la squadra con la giusta condizione fisica, mentale e tecnica. Abbiamo un tour de force importante: Catania, la gara di Coppa, poi il campionato con il Potenza, una settimana tranquilla e un altro turno infrasettimanale. Gli impegni sono dietro l’angolo e ci sarà modo di utilizzare tutta la rosa. Se ci saranno innesti o uscite, oggi non è corretto parlarne. Lavoriamo con i ragazzi che abbiamo, cercando di farli crescere, togliere difetti e aggiungere ciò che serve per migliorarli».