IL FATTO DELLA SETTIMANA - PARADOSSO LECCO: D'AGOSTINO BOCCIA LA ROSA EXTRALARGE EPPURE ARRIVA UN NUOVO VOLTO. POI LE ESCLUSIONI. RICORSO DI NUNNO RESPINTO: IL PATRON BLUCELESTE TORNA NEL 2020

12.10.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Gaetano D'Agostino
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Gaetano D'Agostino

"Dovremo accelerare il processo di crescita e affrettare i tempi, ma io ho bisogno di lavorare con un gruppo di 23/24 giocatori e questo mi fa male dirlo". Così Gaetano D'Agostino, neotecnico del Lecco, dopo lo sfortunato esordio sulla panchina bluceleste, che ha visto uscire vittoriosa la Pro Patria. Un chiaro segnale quello lanciato dall'ex Alessandria, eppure dopo appena due giorni la società ha deciso di tesserare Maikol Negro, attaccante che in coppia con l'altro neoarrivato, Nicola Strambelli, aveva fatto faville in quel di Matera, mettendo a segno in tandem ben 23 reti. Un paradosso a tutti gli effetti, con il tecnico che si è così ritrovato a dover continuare a lavorare con una rosa extralarge. 

Nel frattempo però sono giunte le dichiarazioni del vicepresidente Gino Di Nunno ai colleghi de La Provincia: "Fino a ieri avevamo in forza 33 giocatori ma non va bene. I ragazzi devono essere messi in condizione di poter andare via, se qui non hanno più spazio. Non c’è nessuna lista di “proscrizione”, come qualcuno vuole far credere". E a quel punto - secondo quanto riferito dai colleghi di LeccoChannelNews - qualcosa si è mosso visto che ad almeno un paio di pedine sarebbe stato riferito di essere finiti oramai ai margini del progetto bluceleste: nello specifico si tratta dei difensori Lorenzo Carboni e Mattia Alborghetti, confermati in estate dal precedente allenatore, mister Gaburro. Ed ora invece invitati caldamente a trovare una nuova soluzione per il proprio futuro. In un primo momento nella lista sembrava esserci anche il centravanti Riccardo Capogna, che invece continua a far parte del gruppo per volontà diretta della proprietà.

Ma per arrivare al numero prefissato da D'Agostino ci sarà ancora da applicarsi nella stanza dei bottoni. Mentre sul campo lo si dovrà fare per abbandonare il terzultimo posto.

Intanto c'è un altro fronte caldo in casa bluceleste ed è quello relativo all'inibizione fino al 31 dicembre di patron Paolo Di Nunno, stangato all'indomani della sconfitta casalinga patita ad opera della capolista Monza "perché, al termine della gara, si portava al centro del campo e raggiungeva l'arbitro, rivolgendo a quest'ultimo reiterate frasi offensive e minacciose, agitando un bastone, e proseguendo con tale comportamento fino all'ingresso degli spogliatoi". Il ricorso non è andato a buon fine e la sanzione è stata quindi confermata e va ad aggiungersi ai 30 giorni già patteggiati dal patron bluceleste a seguito della mancata autorizzazione per il test amichevole col Seregno dello scorso marzo.