IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - BUON COMPLEANNO PISA: UNA STORIA LUNGA 110 ANNI

14.04.2019 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - BUON COMPLEANNO PISA: UNA STORIA LUNGA 110 ANNI

Una storia lunga 110 anni: tanti ne sono trascorsi da quel 9 aprile del 1909, quando un gruppo di 21 giovani calciatori che si era dato il nome Etruria e giocava con la maglia biancorossa si riunì all’interno di una cantina e decise di fondare il Pisa Sporting Club.

Tra passato e presente: quella appena trascorsa è stata una settimana davvero intensa, ricca di emozioni per i cuori nerazzurri. Dopo una prima parte di stagione decisamente inferiore alle aspettative da febbraio la squadra vola sul campo: ieri con l’Arzachena è arrivata la quinta vittoria consecutiva in campionato, tredicesimo risultato utile (quattordici se si considera anche il successo a tavolino col Pro Piacenza) che hanno permesso di scalare la classifica, dal decimo fino al terzo posto.

La maniera migliore per concludere la quattro giorni iniziata martedì con l’apposizione di una targa commemorativa in Piazza San Paolo a Ripa d’Arno, dove il sodalizio toscano mosse i suoi primi passi e proseguita con iniziative, mostre e convegni, organizzate dall’Associazione Cento. Tante le vecchie glorie che non hanno voluto far mancare il proprio saluto: chi visitando personalmente le Officine Garibaldi (Elliott, Kutuzov e molti altri) e chi attraverso dei video messaggi, come Diego Pablo Simeone, Massimiliano Allegri e Rino Gattuso.

L’amore che lega questa città alla sua squadra di calcio è qualcosa di viscerale, che unisce generazioni e rimane intatto, a dispetto delle poche gioie e delle tante delusioni (due fallimenti e uno scongiurato in extremis negli ultimi 25 anni). Col 6,2 % degli abitanti che si reca abitualmente allo stadio Pisa è fra le prime dieci per presenze in rapporto alla popolazione. Dici Pisa e il pensiero non può che andare a Romeo Anconetani, presidente d'altri tempi, icona di un calcio romantico, che non esiste più. Quello che invece non viene mai meno e resiste nel tempo è l’amore per questi colori. Come la definì uno dei cofondatori Ferruccio Giovannini: “Una Passionaccia che divampò come un fuoco sacro”.