PARTITE TRUCCATE, CAOS TRAPANI, SPALTI VUOTI, RIPESCAGGI E MERCATO FERMO: L'ESTATE NERA DELLA SERIE C

12.09.2020 00:00 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
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PARTITE TRUCCATE, CAOS TRAPANI, SPALTI VUOTI, RIPESCAGGI E MERCATO FERMO: L'ESTATE NERA DELLA SERIE C

L’attesa per la sentenza su una partita truccata (con la conferma di una doppia condanna), club che non sanno in quale categoria giocheranno, stadi chiusi a causa del Covid con azzeramento degli incassi e delle sponsorizzazioni, presidenti che si iscrivono al campionato e si disimpegnano il giorno dopo, le polemiche sulle famose liste ristrette propinate da Ghirelli che bloccano quei patron facoltosi e che vorrebbero sbaragliare la concorrenza a suon di milioni di euro. Non è estate senza caos in Lega Pro, complici anche tutti gli stravolgimenti dettati da questa maledetta malattia. Non deve essere assolutamente semplice programmare una stagione sapendo di non poter contare sui tifosi, con tamponi e test sierologici a ripetizione, bilanci in rosso e un contesto di grandissima confusione che ha già spinto i vertici della C a rinviare la compilazione dei calendari. Il caso Bitonto-Picerno, inoltre, sta occupando da tempo le prime pagine dei giornali locali e nazionali: nel pomeriggio la decisione definitiva, con l'estromissione dal campionato di due realtà che la categoria credevano di averla conquistata sul campo ma che dovranno ricominciare da zero. Dalla D, nella migliore delle ipotesi. L'avvocato Chiacchio, esperto di diritto sportivo, è stato perentorio: "E' stato un processo ricco di tensioni, La Procura ha confermato la richiesta di esclusione dal campionato per Picerno e Bitonto i quali hanno chiesto il proscioglimento, che noi abbiamo prontamente contestato", un epilogo amaro soprattutto per chi sperava che determinati episodi di cronaca nera fossero stati accantonati per sempre dopo la brutta vicenda dei “Treni del gol”.

C’è poi il caso Trapani che, qualora ce ne fosse bisogno, conferma che i parametri per l’iscrizione ai campionati professionistici devono essere totalmente diversi. Non basta presentare una fideiussione o sborsare la cifra necessaria per garantire la sopravvivenza per 12 mesi. La società già parla di disimpegno, non è stato acquistato nessuno ma gente di categoria superiore non è libera di partire per richieste economicamente spropositate. Prendete Pettinari, uno che ha onorato la maglia a suon di gol anche quando la retrocessione era dietro l’angolo: vorrebbe legittimamente la B, è seguito da piazze blasonate, eppure è valutato 2 milioni di euro perché si spera di racimolare i fondi necessari per la sopravvivenza attraverso le plusvalenze. Naturalmente con scarsi risultati, dato che tutti aspettano di capire quale sia il destino dei siciliani per piazzare gli affari a costo zero. I tifosi stanno provando a dare un segnale, tra azionariato popolare e appelli alle istituzioni: neanche il tempo di iniziare e già è incombente il rischio di vedere una squadra sul fondo della classifica e costretta a fare corse contro il tempo per pagare gli stipendi in tempo utile. Non c’è da aggiungere altro.

In questo contesto di tensione sembra quasi eretico parlare di calciomercato, e invece per fortuna ci sono ancora società che stanno investendo e che vogliono essere protagoniste. Il Padova, dopo aver riconfermato Mandorlini (tecnico che vive ancora di “rendita” dopo l’expolit di Verona, ma che deve riscattare qualche annata decisamente fallimentare), si è affidato a gente come Vannucchi, Valentini, Paponi, Jefferson e Della Latta per tentare di nuovo la scalata alla B, la Triestina del ds Mauro Milanese non sta a guardare e ha allestito un undici di tutto rispetto, senza dimenticare la possibile sorpresa Sambenedettese e che il Bari, risolti i problemi di salute di Aurelio De Laurentiis, ufficializzerà innesti in serie partendo dal tandem D’Orazio-Marras che è tanta roba per la categoria. Ad Avellino sembra passata la bufera. Il mister ha spinto la società a mettere mano al portafoglio e l'arrivo di Maniero (contratto triennale), accompagnato dal sogno Castaldo, fa capire che si sta alzando l’asticella. A Castellammare c’è aria di rivoluzione. Il direttore sportivo è alla prima esperienza in una piazza prestigiosa, i big sono quasi tutti partiti per altri lidi e la retrocessione non è stata ancora assorbita del tutto. Anche Francesco Forte saluterà la compagnia, una plusvalenza rilevante ma anche una grande perdita umana e professionale. Salernitana, Pordenone, Reggina, Pescara e tante altre sono in fila e sperano di chiudere quanto prima, costo del cartellino fissato attorno ai 3 milioni di euro. Sarà interessante il duello tra Perugia (che ha annunciato l'esperto Burrai) e Ternana che, pur inserite in raggruppamenti diversi, si daranno filo da torcere per ottenere la leadership regionale. E, a proposito di gironi, quello Centro-meridionale è paragonabile senza dubbio ad una B2: Ternana, Bari, Avellino, Catanzaro, Cavese, Casertana, Catania, Palermo, forse Foggia, senza dimenticare Potenza, la stessa Juve Stabia, un Monopoli imprevedibile e la classica sorpresa di ogni stagione. Tornasse il pubblico sugli spalti sarebbe davvero uno spettacolo incredibile, tra derby e sfide epiche che mancano da decenni. Certo, il blasone non basta e servono organici attrezzati. Il Catania, reduce da un biennio molto complesso per motivi economici, sta ridimensionando le proprie ambizioni e dovrà anzitutto salvarsi, la stessa Casertana ha salutato forse frettolosamente un tecnico emergente come Ciro Ginestra affidandosi, ad ora, a giovani sconosciuti. Nel mentre Ghirelli ha presentato con soddisfazione il logo della Lega Pro, un timido segnale di speranza in un contesto caotico e ricco di punti interrogativi. La speranza è che possa essere di buon auspicio e che, da qui a 24 ore, l’unico giudice sia il campo. La gente ha fame di partite, di gol, di calciomercato, di tattica e di moviola. Tutto sarà possibile se, finalmente, faranno parte del sistema solo professionisti qualificati, economicamente solidi e che sappiano tenere a galla una nave che, ad ora, fa acqua da tutte le parti.