Riflessioni (non richieste) sul lavoro del giornalista nel 2022. Campobasso e Teramo, ora c'è il CONI. Le chance appaiono poche e il tempo è anche meno

15.07.2022 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
Riflessioni (non richieste) sul lavoro del giornalista nel 2022. Campobasso e Teramo, ora c'è il CONI. Le chance appaiono poche e il tempo è anche meno

Successivamente al mio editoriale della settimana scorsa mi sono trovato a confronto con alcuni utenti sul tema in essere: il futuro di Campobasso e Teramo. Con uno in particolare ne è nata una discussione dove il mio racconto di quanto stava accadendo si è trasformato nel giro di poco tempo in una sorta di caccia al colpevole, dato che mi ero trovato a scrivere che purtroppo per queste due società “le campane suonavano a morto”. Locuzione, questa, fra le più comuni nella lingua italiana.

Detto che facendo questo mestiere si mette in conto che non si può piacere a tutti, mi ha colpito come il dialogo si sia impostato, praticamente fin da subito, su binari particolari. Su una direttrice secondo la quale la “colpa” dei fatti in essere fosse dell’autore. Ho riflettuto e riletto circa 400 volte il mio pezzo per capire dove potessi aver sbagliato e poi mi sono reso conto che il problema non era nel testo. Ma nell’approccio con il quale lo si leggeva.

Capisco pienamente la frustrazione dei tifosi di fronte allo spettro della scomparsa della propria squadra del cuore (cosa che ha colpito anche me da appassionato, prima di “perdere la testa” per il giornalismo) e mai mi permetterei di dileggiare qualcuno in un momento così complesso e particolare. Per trovare i responsabili di tali situazioni, se mai dovessero esserci, bisognerebbe però avere la lucidità di guardare in seno alle medesime società e/o realtà locali, anziché puntare a chi semplicemente ha il compito e il dovere di raccontare quanto accaduto. Non perché ci sia finito nel mezzo io: con 18 anni di carriera oramai alle spalle posso considerarmi vaccinato, ma per il messaggio che passa. Fare il mestiere di giornalista, soprattutto in ambiti ben più importanti di quello del pallone, è diventato quasi un’ignominia. La voglia di raccontare ciò che conosciamo, apprendiamo e studiamo viene vista come un “peccato originale”, perché la polvere è sempre meglio tenerla sotto al tappeto. Non condivido. E avevo bisogno di dirlo.

Chiudo questo mio pezzo settimanale continuando ad aggiornarvi sul medesimo tema (eh però allora sei duro! Sì…). Sia Campobasso che Teramo dopo la presa di posizione della FIGC, che ha confermato la bocciatura della Covisoc, hanno deciso di fare ricorso al Collegio di Garanzia del CONI. Scelta prevedibile quanto l’esito. Numeri alla mano, infatti, negli ultimi anni non c’è stato un caso in cui il Comitato Olimpico abbia dato contro alla Federazione. L’attesa del responso, che dovrebbe esserci la prossima settimana a pochi giorni dalla compilazione dei nuovi calendari, viene però vissuta in modo molto diverso nelle due città. A Campobasso la società ha deciso di dare il via regolarmente alla stagione, con tanto di raduno dei calciatori etc. A Teramo, invece, lo sblocco da parte del Tribunale di Roma delle quote di maggioranza in mano ai fratelli Ciaccia ha rimesso in gioco Giuseppe Spinelli, imprenditore da tempo interessato a rilevare il club. Quest’ultimo si è già attivato per prendere possesso delle azioni in questione, con l’intenzione chiara di chiedere una dilazione alla Federcalcio per ripresentare una nuova domanda d’iscrizione alla Serie C. Gli verrà data questa possibilità? In altri tempi forse sì, ma il ritrovato rigore in termini di scadenze della FIGC pare lasciare poco margine di manovra.