Enrico Bortolotto a TLP: "Ci snobbano perchè ci chiamiamo Tritium, ma i risultati parlano per noi..."
Da un lustro è una delle bandiere della Tritium, formazione con la quale a suon di campionati vinti è piombato nell'Olimpo della Prima Divisione dopo tanti anni spesi nelle categorie inferiori. A trent'anni Enrico Bortolotto non si pone limiti di obiettivi e con rapidità di pensiero, degna di un suo dribbling, sottolinea come la compagine abduana si sia conquistata la categoria sul campo e pertanto non intende fare da vittima sacrificale, come molti l'avevano etichettata dopo il disastroso debutto di Carpi. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il numero sette biancazzurro per scoprire meglio le reali ambizioni della matricola terribile del Girone A di Prima Divisione, nonchè le aspettative che nutre lo stesso Bortolotto per questa stagione.
Partiamo dalla doppietta che ha permesso alla Tritium di espugnare Avellino: a 48 ore di distanza che emozione è stata?
"Quella di Avellino è stata una vittoria che ci ha infuso tanto morale e convinzione nei nostri mezzi. Dopo la sconfitta con il Carpi all'esordio sembravamo la squadra materasso del girone, invece ora stiamo dimostrando a tutti che non è così...".
Cos'è cambiato dall'avvio terribile di Carpi in appena due settimane?
"Ci siamo resi conto che non potevamo essere la squadra presa a pallonate a Carpi. Per fortuna il gruppo - grazie al mister e soprattutto a Dionisi che è il nostro leader - si è rialzato e i successi contro Ternana e Avellino ci hanno ricaricato. Ricordo a tutti però che anche negli ultimi due anni avevamo avuto una partenza poco brillante...".
Qual'è dunque il vostro obiettivo stagionale?
"La strada per la salvezza è lunga: dobbiamo arrivare a quaranta punti per sailvarci. Ne abbiamo messi in cascina già sei nelle prime tre giornate e la classifica è diventata interessante, però non bisogna illudere nessuno. Dobbiamo rimanere in Prima Divisione, una categoria che ci siamo conquistati anno dopo anno vincendo i campionati in cui militavamo. Anche l'anno scorso sino a un mese dalla fine del campionato ci snobbavano tutti e poi sapete tutti com'è andata a finire...".
Si è dato una spiegazione in merito?
"Forse tutti ci sottovalutano perché non siamo un club di grande nome o con una piazza importante alle spalle, eppure è il campo che deve parlare e sul rettangolo verde ogni anno ci siamo levati grandi soddisfazioni a dispetto di tutti".
Per il campionato chi vede come favorita?
"Taranto e Benevento credo possano vantare un gap abissale con tutti. Noi dobbiamo cercare di metterci cinque squadre alle spalle".
A livello personale forse il rammarico è di essere arrivato troppo tardi nel grande calcio...
"La Prima Divisione me la sono meritata e conquistata sul campo anno dopo anno. Sono molto contento della mia partenza che è coincisa, tranne la gara di Carpi, con una buona partenza di tutta la squadra".
In chiusura a chi dedica la sua prima doppietta stagionale?
"Ci tengo a dedicarla a tutti i miei compagni del '90 ovvero i più penalizzati dalle nuove regole della Lega Pro: è assurdo vedere giocatori come Riva e Chimenti costretti ad andare in tribuna a causa del regolamento. Per fortuna avevano un contratto pluriennale, altrimenti come molti altri ragazzi sarebbe stati costretti a scendere nei dilettanti o peggio ancora a restare disoccupati. Loro sono ottimi ragazzi e giocatori validissimi: sono sicuro che durante la stagione si ritaglieranno il loro spazio".
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