INTERVISTA TC - Au Triestina: "Stadi da aprire al 30%"

30.07.2020 07:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Monia Bracciali
INTERVISTA TC - Au Triestina: "Stadi da aprire al 30%"

Mauro Milanese, amministratore delegato della Triestina, a TuttoC.com ha commentato le ultime novità di Lega Pro.

Liste a 22. Come le vede?
"Verranno penalizzati i giocatori sotto contratto classe 2000. Soprattutto quelli che erano stati mandati in prestito a farsi le ossa in Serie D e adesso che dovrebbero inserirsi con calma in prima squadra si trovano a far numero in lista".

La prossima stagione si tornerà sugli spalti?
"Speriamo che si possano aprire gli stadi al 30% con meno sanificazioni e senza tamponi. Vedo assembramenti al mare, nelle discoteche, nei negozi. Non penso che lo stadio sia l'unico posto infettato d'Italia. Anzi, è uno dei più controllati: si potrebbero fare entrare i tifosi con la mascherina e occupando un posto sì e due no. Sarebbe giusto sia per i supporters che per le squadre, dal momento che potrebbero tornare a incassare al botteghino".

Anche quest'anno l'avventura della Triestina è finita ai playoff.
"L'annata è iniziata male ma il rischio c'era e lo sapevamo, dal momento che la stagione precedente era finita male con quella finale playoff persa. Ci eravamo organizzati per ripartire al meglio ma purtroppo non è stato così. A gennaio poi ci eravamo ripresi grazie al mercato e stavamo andando bene. Poi ci siam dovuti fermare causa Covid e abbiamo dovuto giocare i playoff da sfavoriti. E lì come al solito sono stati decisivi gli episodi: evidentemente non siamo fortunati, dal momento che certi episodi chiari non sono stati visti".

Cosa dobbiamo aspettarci dal mercato?
"Cercheremo di migliorarci in qualche ruolo per dare al mister una squadra più forte di quella dell'anno precedente".

Come valuta la decisione di Spanò di lasciare il calcio a 26 anni?
"Una scelta inusuale per un calciatore, arrivata dopo la promozione in Serie B conquistata con la fascia di capitano al braccio. Può essere un esempio per tanti ragazzi che a volte per giocare a calcio non finiscono gli studi. É una scelta intelligente e ben ponderata".