INTERVISTA TC - Gasbarroni: "Monza senza rivali. Spiace per Giana"

25.11.2019 18:30 di Dario Lo Cascio Twitter:    Vedi letture
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
INTERVISTA TC - Gasbarroni: "Monza senza rivali. Spiace per Giana"

Andrea Gasbarroni oggi delizia con le sue giocate i tifosi del Pinerolo, formazione che milita nel campionato di Eccellenza piemontese. Ma negli anni recenti è stato protagonista in Serie C, prima con il Monza e poi con la Giana Erminio. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva il fantasista di Torino.

Questo Monza sembra proprio fare un campionato a sé. 
"Quest'anno ha fatto una campagna acquisti importante, con giocatori di categoria superiore. Bisogna far loro i complimenti perché non era scontato, i risultati sono frutto di una grande organizzazione societaria. I dirigenti che guidano il club non li scopro certo io. Detto ciò, è il campo quello che conferma la progettazione e la costruzione della squadra, e sta rispondendo più che positivamente alle scelte fatte in sede di campagna acquisti. Le aspettative sono tante, stanno dimostrando di essere dei giocatori importanti, di aver preso coscienza della loro forza e lo stanno traducendo sul campo". 

Al contrario un'altra tua ex squadra, la Giana Erminio, sta trovando grandi difficoltà tanto che si trova al momento ultima nel Girone A. 
"Una realtà completamente diversa, è una società più piccola, comunque organizzata bene, che fa da diversi anni la Serie C. La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, in panchina è tornato mister Albè, allenatore che sa tantissimo di calcio e persona che stimo moltissimo. Mi auguro possa dare una svolta, anche se probabilmente la Giana a gennaio dovrà fare qualcosa sul mercato. Al di là degli allenatori io sono del parere che le partite le vincono soprattutto i giocatori di qualità. Senza quelli diventa tutto più difficile". 

Sei cresciuto nel settore giovanile della Juventus, unico club finora ad aver aderito al progetto squadre Under 23. Un tuo giudizio su questa iniziativa?
"La Serie C ha una sua identità e la Juventus U23, forse perché è l'unica, mi sembra un po' un corpo estraneo. Secondo me con quella società alle spalle c'entra poco con la categoria. La squadra se la gioca con chiunque, ha delle regole precise da seguire. Per me non è una soluzione granché efficace però. Le cose cambiano, è vero, questa è una novità che però non sta trovando grande riscontro in altre società ma è comunque difficile da giudicare effettivamente ora. Bisognerà vedere più avanti. Ripeto, per me la Serie C è una realtà a sé, però non sta a me giudicare". 

A proposito di novità per la Serie C, è stato abolito il limite per le liste over. La qualità della categoria in generale sembra averne beneficiato. Sei d'accordo con questo provvedimento?
"Assolutamente sì. Quando ho iniziato io se eri bravo giocavi, indipendentemente dall'età. E' una tutela anche per i giovani, che prima erano considerati tali fino a ventidue anni e poi diventavano vecchi. Prima non si dava il giusto merito alle qualità, se sei capace giochi, vedi Zaniolo che a diciannove anni è titolare in Serie A. Se sei bravo, al di là dell'età, giochi. Bisognava farlo prima, anzi bisognava lasciare le regole come erano prima. I giovani si responsabilizzano in allenamento e gli allenatori fanno giocare chi è bravo, indipendentemente dall'età". 

Ora giochi in Eccellenza, al Pinerolo. Come si trova Andrea Gasbarroni in questa realtà?
"Mi diverto, vado a giocare perché la passione è intatta. Sono chiaramente situazioni diverse, sono un po' grande ora. Ma giocare a pallone è sempre bello, a qualsiasi età e in qualsiasi categoria. Chiaro che anche qui bisogna rimettersi in gioco perché le cose cambiano, ma con l'idea del puro divertimento. Cosa che comunque provavo anche quando giocavo in Serie A. Io ho sempre fatto il calciatore per passione, che mi spinge oggi a continuare a giocare per puro divertimento".

Il futuro di Gasbarroni, quando smetterà di giocare, sarà sempre nel calcio?
"Spero proprio di sì. Da due anni do lezioni di tecnica individuale ai ragazzi. Ho basato la mia carriera più sulla tecnica che sul fisico ovviamente. Spero di trasmettere ai giovani un po' del mio passato, della mia esperienza, che voglio condividere con loro. Questo è il mio mondo, è quello che più mi piace fare e spero di continuare a starci. Ho fatto anche questa scelta non per caso".