INTERVISTA TC - Soncin: "Avellino-Padova, chi passa è favorito per la B"

08.06.2021 17:30 di Matteo Ferri   Vedi letture
INTERVISTA TC - Soncin: "Avellino-Padova, chi passa è favorito per la B"
TMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca

Capocannoniere della Serie C nella stagione 2004-05, con la maglia del Lanciano e terzo miglior marcatore della storia dell'Ascoli insieme ad Oliver Bierhoff, Andrea Soncin è uno che di promozioni se ne intende: dopo averne centrate due da calciatore, si è concesso il tris pochi giorni fa con il Venezia, nel ruolo di collaboratore tecnico di Paolo Zanetti. Il Cobra è stato il protagonista di Voci Illustri, la rubrica in collaborazione tra TuttoC ed Eleven Sports che ci accompagna nei playoff, per presentare la semifinale tra Avellino e Padova, due delle sue ex squadre in carriera.

Padova e Avellino si presentano alla semifinale dopo aver superato il turno non senza difficoltà. Sul piano mentale quanto può incidere, in negativo o in positivo, una partita come quella di mercoledì scorso contro il Renate per il Padova in prospettiva futura?
"Il Padova ha rischiato molto col Renate ma penso che questa esperienza si possa rivelare determinante per gli uomini di Mandorlini. Hanno qualità ed esperienza e la partita ha lasciato al gruppo la sensazione di poterla riprendere anche nelle situazioni più difficili, quindi penso che possano trarne grosso vantaggio". 

Rispetto al Padova, che è stato in lotta per la promozione diretta fino all'ultima giornata, l'Avellino si è potuto concentrare sui playoff in anticipo visto il cammino della Ternana. Può essere un vantaggio per la squadra di Braglia?
"L'Avellino ha fatto un percorso diverso, non ha avuto l'assillo del primo posto e ha potuto affrontare i playoff con grande determinazione. La formazione di Braglia ha dimostrato di avere entusiasmo ed una grande organizzazione tattica. L'Avellino è difficile da attaccare e fa dell'intensità e dello spirito di gruppo le loro armi migliori". 

Quali sono le percentuali di qualificazione alla finale per il Padova e per l'Avellino e di promozione in B per chi passerà il turno?
"Parlare di percentuali è complicato. Vedo un doppio confronto aperto a tutti i risultati, tra due squadre che per motivi differenti possono arrivare fino alla fine. Il Padova per qualità ed esperienza, l'Avellino per intensità e determinazione". 

Sia da calciatore che da allenatore hai vinto i playoff partendo da outsider. Quali sono le caratteristiche fondamentali che un gruppo deve avere per vincere un mini-torneo come i playoff e quanto può incidere il fattore imprevedibilità?
"Di sicuro quello di arrivare con grande entusiasmo dal punto di vista mentale. L'aspetto fisico incide soprattutto perché in quest'ultimo periodo le squadre hanno giocato tanto, hanno avuto poco tempo per recuperare e gestire le energie fisiche e le eventuali squalifiche. L'inerzia dell'entusiasmo è fondamentale, gli aspetti tecnico-tattici possono anche venire meno". 

Che ricordi hai dell'annata a Padova? 
"Era il primo anno in B nell'era Cestaro, era stata costruita una squadra importante per la categoria, un mix tra giovani che sono arrivati ad altissimi livelli come Darmian, Bonaventura e giocatori un po' più avanti con gli anni e di grande esperienza nella categoria. Alcuni poi hanno preso strade diverse, penso a Vincenzo Italiano, Cesar che ora è il vice di Aglietti oppure il sottoscritto che ha appena raggiunto la Serie A con il Venezia. Quella era una squadra costruita coi criteri giusti". 

Ad Avellino le cose andarono meno bene sul piano realizzativo, con un solo gol segnato. Cosa non funzionò in quella stagione? 
"A livello realizzativo non è stata una stagione positiva però è stata un'esperienza importante in una piazza che ha tanta passione e vive di calcio. Buttammo via i playoff proprio contro il Padova all'ultima giornata e fu una grossa delusione però ci siamo tolti grandi soddisfazioni durante l'anno, non ultima l'opportunità di giocare a Torino contro la Juventus in Coppa Italia, con una grande presenza di tifosi biancoverdi allo Stadium". 

Un tempo si parlava di attaccanti di categoria, oggi è più semplice o più difficile per un attaccante riuscire a fare il salto di categoria e c'è qualche giocatore dell'attuale Serie C in cui ti rivedi per caratteristiche e qualità?
"C'è un cambio molto più rapido adesso, prima per fare un salto di categoria ti dovevi affermare e confermare mentre ora la scalata è più difficile, per questo è più difficile trovare attaccanti di categoria. La Serie C ne fa scoprire molti anche se non vedo un giocatore simile a me perché ognuno ha caratteristiche individuali e uniche. Ci sono giocatori che mi piacciono molto, penso a Manconi dell'Albinoleffe che prima faceva l'esterno ora gioca più vicino alla porta con grandi risultati e può fare il salto. Guardando in prospettiva, Lorenzo Lucca del Palermo e Flavio Bianchi della Lucchese, sono due giocatori giovani che hanno caratteristiche differenti ma che potrebbero anche giocare insieme".