Barletta, Paci: "Nuovi innesti? Non è il momento. I miei guerrieri sono questi"

Barletta, Paci: "Nuovi innesti? Non è il momento. I miei guerrieri sono questi"TMW/TuttoC.com
Massimo Paci
Oggi alle 22:45Primo piano
di Valeria Debbia
L'allenatore svela il patto con il neo DS Fracchiolla: "Il direttore è stato chiarissimo, prima usciamo dai playout. Lo Zaccheria? Emozionante, ma serve cattiveria".

Altro derby per il Barletta, dopo quello pareggiato contro il Monopoli: questa volta però quello più importante, contro il Foggia. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Massimo Paci

Mister, siamo alla vigilia di Foggia-Barletta, il derby per eccellenza di questa città. Una rivalità che nel tempo si è fortunatamente trasformata in una sfida esclusivamente sportiva. Come avete vissuto questa settimana e con quale spirito vi avvicinate alla partita?

«Si dice spesso che un derby si prepari da solo, ma in realtà tutte le partite vanno preparate: fisicamente, tatticamente e studiando bene l'avversario. Credo che stiamo svolgendo una buona settimana di lavoro. Per noi è una partita importante. Un derby non è mai una gara normale e, in un momento in cui le cose non stanno andando come vorremmo, può rappresentare un'opportunità speciale. Quando c'è una tempesta, c'è sempre uno spiraglio di luce. Ecco, il derby può essere quello spiraglio che apre un orizzonte nuovo. Vogliamo cogliere questa occasione, fare bene e riportare sul campo tutto quello che abbiamo dentro, perché poi le parole contano relativamente. Ho visto la giusta cattiveria agonistica e la giusta determinazione. Adesso bisogna disputare la partita, affrontarne i momenti positivi e quelli difficili e continuare a fare ciò che la squadra sta mostrando in molti tratti delle ultime gare. Dobbiamo restare uniti. Quando una barca attraversa una tempesta, l'unico modo per superarla è restare compatti, affrontarla insieme e mantenere energia positiva. Le tempeste passano sempre. Questa partita rappresenta una grande opportunità e dobbiamo viverla come tale».

Affronterete il derby senza il sostegno dei tifosi sugli spalti. Al di là della delusione per questa assenza, ha la sensazione che il numero crescente di trasferte vietate stia togliendo una parte della passione che ruota attorno al calcio?

«Non voglio entrare nel merito della questione perché non ho gli elementi e le conoscenze necessarie per esprimere un giudizio. Posso però dire che per noi l'assenza dei nostri tifosi rappresenta certamente una mancanza. Domenica scorsa, contro il Monopoli, pur manifestando giustamente il loro disappunto alla fine della gara, ci hanno sostenuto per tutti i novanta minuti senza smettere mai di incoraggiarci. Questo è un aiuto che si percepisce in campo. Possiamo solo dire che proveremo a onorarli e a regalare loro una soddisfazione importante. Per tutto il resto preferisco non esprimermi».

La difesa a quattro vista nell'ultima partita può rappresentare una soluzione anche per Foggia? E quali sono le condizioni di Partipilo?

«La difesa a quattro è sicuramente un'alternativa valida. Nell'ultima partita abbiamo fatto alcune cose bene e altre meno bene. In fase difensiva abbiamo concesso qualcosa in più rispetto a quando giochiamo con la difesa a cinque e probabilmente siamo stati anche fortunati in alcune circostanze. In fase offensiva, però, ho visto maggiore coraggio e un sistema che ci offre determinate garanzie. La scorsa settimana ho apprezzato molto l'impegno e l'atteggiamento dei ragazzi in un momento non semplice. La difesa a quattro è una possibilità concreta, così come possiamo tornare alla linea a tre. Ogni sistema di gioco ha vantaggi e svantaggi. In questo momento, però, conta relativamente il modulo. Con il 4-3-3 o con il 4-2-3-1 bisogna trovare maggiore equilibrio, perché la linea a quattro espone inevitabilmente a qualche rischio in più. Se però c'è la disponibilità a correre e a sacrificarsi, allora il sistema funziona. La chiave è sempre quella: la corsa. Quando una squadra accorcia gli spazi e mantiene le distanze giuste tra i reparti, il sistema conta poco. Se invece manca la corsa, nessun modulo può risolvere i problemi. Per questo stiamo lavorando sulla difesa a quattro e la consideriamo un'alternativa credibile. Per quanto riguarda Partipilo, è rientrato ma non si allena ancora con il gruppo. Sta lavorando con il preparatore atletico e sta seguendo il suo percorso di recupero».

Sabato il Barletta è apparso più spregiudicato, ma anche maggiormente esposto agli attacchi avversari. In una situazione come quella attuale è meglio osare di più oppure affidarsi alle maggiori garanzie offerte dalla difesa a tre?

«Noi vogliamo portare avanti un'identità precisa. La fase difensiva con la linea a cinque ha funzionato molto bene per lungo tempo. Nell'ultima gara a quattro abbiamo concesso qualcosa in più e stiamo lavorando per correggere questi aspetti. Attraverso gli allenamenti cerchiamo di trovare un equilibrio migliore sia con il lavoro dei difensori sia attraverso il contributo di centrocampisti e attaccanti. Credo però che il problema principale riguardi la fase di possesso. Nelle ultime partite abbiamo smarrito in parte la nostra identità perché abbiamo utilizzato troppo spesso il lancio lungo. Così facendo non valorizziamo le caratteristiche dei nostri attaccanti. Questa è una squadra che ha qualità tecniche importanti e che deve cercare il palleggio, la costruzione dell'azione e il possesso palla. Quando rinunciamo a questo e giochiamo sistematicamente lungo, perdiamo identità e mettiamo in difficoltà gli attaccanti. Con la palla a terra, invece, abbiamo dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque. È successo in molte partite e dobbiamo tornare a percorrere quella strada. Le occasioni, pur senza giocare benissimo, le abbiamo comunque create anche contro il Monopoli. Sono profondamente convinto che questa squadra possa fare bene se resta fedele alla propria idea di calcio. Per questo dobbiamo continuare a lavorare su quella linea».

Il Foggia sta alternando risultati positivi e negativi, soprattutto in casa. Che partita si aspetta? E Ferrante può partire titolare?

«Credo che il Foggia cercherà di partire forte, con aggressività e pressione alta. Ci siamo preparati per affrontare il loro modo di giocare e abbiamo studiato alcune soluzioni per uscire dalla pressione. Poi, però, sappiamo che le partite vivono di episodi e bisogna essere pronti ad adattarsi a ciò che accade in campo. La gara va vissuta e interpretata momento dopo momento. Ferrante sta molto bene. Domenica è entrato molto bene a gara in corso e sarà sicuramente della partita. Non ho ancora deciso la formazione perché domani avremo la rifinitura e voglio valutare chi mi offre le migliori garanzie. Più dei nomi, conta l'atteggiamento. Voglio una squadra che faccia percepire all'avversario la propria presenza e la propria forza attraverso il comportamento e l'intensità. Abbiamo giocatori importanti, ma devono dimostrarlo sul campo».

È arrivato il nuovo direttore sportivo (Fracchiolla, ndr) e già si parla di possibili rinforzi. Vi siete confrontati sul mercato?

«No, non è il momento di parlare di mercato. Il direttore sportivo, nel primo incontro con la squadra, è stato molto chiaro: adesso bisogna restare compatti, uscire dalla zona playout e affrontare il derby con il Foggia nel migliore dei modi. È un messaggio che condivido pienamente e che ripeto ogni giorno ai ragazzi. Questo è il nostro gruppo, questi sono i nostri guerrieri e, in questo momento, sono i giocatori più importanti che abbiamo. Siamo convinti che sapranno combattere la miglior battaglia possibile a Foggia. Pensare ad altro oggi sarebbe un errore. Dobbiamo concentrarci esclusivamente sul presente e sulla necessità di uscire da una situazione di classifica complicata. I momenti difficili passano. Bisogna continuare a credere nei nostri uomini e affrontare questa partita con grande convinzione».

Tornerà allo Zaccheria, uno stadio che occupa un posto importante nella sua esperienza professionale. Che effetto le farà?

«Sarà sicuramente emozionante. Lo Zaccheria rappresenta una parte importante del mio percorso e tornare lì avrà un significato particolare. Le emozioni, però, dovranno lasciare spazio alla lucidità. Dal momento in cui inizierà la partita conteranno solo il campo, la prestazione e il desiderio di ottenere un risultato positivo. Vogliamo onorare i nostri tifosi attraverso l'atteggiamento, la prestazione e il risultato. Per questo motivo dovremo essere lucidi, freddi e determinati nel cercare la vittoria».