Union Brescia, B rimandata: per le Rondinelle sarà il secondo anno di C
L'Union Brescia dovrà restare in Serie C e rinviare ancora l’appuntamento con la cadetteria: dopo l'1-1 dell'andata, la finale playoff di ritorno persa per 3-0 ha infatti sancito la promozione dell'Ascoli.
Per un club che porta sulle spalle una storia lunga e pesante, l’esito della finale lascia inevitabilmente un senso di rimpianto, perché il salto di categoria avrebbe restituito subito una dimensione più naturale alla piazza e alla società, dopo la ripartenza sotto l'egida della Feralpisalò e di Giuseppe Pasini della scorsa stagione. Le Rondinelle restano invece nella categoria inferiore, con la necessità di rimettere insieme le energie e trasformare la delusione in nuova spinta e sui social hanno commentato: "Non è il finale che volevamo. Ma ogni fine è un nuovo inizio. Con ancora più fame, ancora più determinazione".
Nato nel 1911, il Brescia è uno dei club più significativi del calcio italiano e ha costruito nel tempo un rapporto strettissimo con la Serie B, nella quale ha disputato 66 stagioni complessive, più di qualsiasi altra squadra. In passato ha anche conquistato quattro volte il campionato cadetto, un dato che rende ancora più evidente quanto il mancato ritorno in B pesi sul piano sportivo e simbolico. Non si tratta soltanto di una finale persa, ma di un’occasione mancata per riportare il club dove, per tradizione, storia e blasone, si è spesso trovato.
La delusione è comprensibile, così come la necessità di ripartire subito. Perché il Brescia non cambia la propria identità per una stagione sbagliata: resta una grande del calcio italiano, anche se per ora la Serie B deve ancora aspettarlo.
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