Manfredonia e il dramma di Marchano, quando la vita ti volta le spalle

Manfredonia e il dramma di Marchano, quando la vita ti volta le spalle
mercoledì 16 settembre 2009, 20:10Altre news
di Redazione
Un gravissimo lutto ha colpito domenica scorsa l’attaccante argentino del Manfredonia Mauro Marchano. In un incidente stradale sono morti la moglie e il figlio di appena dieci mesi. Si trovavano a bordo di un’auto diretta a Barletta per assistere alla partita. L’attaccante argentino Mauro Marchano si apprestava a scendere in campo con la maglia del Manfredonia, come tutte le domeniche. Una partita di Seconda Divisione. Un derby sentito da tutte e due le squadre. La moglie Juliana, alla guida della sua auto, si era messa in viaggio per andare a Barletta e assistere alla partita. Perché questo fa la donna di un calciatore. Lo segue nelle sue tortuose peregrinazioni. Che hanno portato Marchano, imbarcatosi per l’Europa dalla nativa Rosario, a giocare in Francia e poi in Italia. Un calcio minore il suo. Giocato portandosi indosso le maglie di Cavese, Andria e Catanzaro. Senza riuscire mai a scavalcare il muro della C2. Juliana aveva portato con sè anche il figlioletto Matteo, di appena dieci mesi. Per fargli respirare fin da bambino l’aria che sa di erba e fissargli negli occhi l’immagine del padre che scorrazza dentro le aree avversarie, con la sua bella divisa colorata da calciatore. E, nel momento fatale del gol, va ad esultare sotto la tribuna dove la moglie e il suo bambino sono venuti per sostenerlo e ammirarlo. Perchè questo fa la donna di un calciatore, trascinata nel vortice di una carriera breve e tumultuosa che porta il suo uomo (e lei con lui) a cambiare continuamente città, casa e amicizie. E questo aveva deciso di fare Juliana nel pomeriggio di ieri. Voleva solo stare vicina al suo Mauro, come probabilmente faceva tutte le volte che le era possibile se la distanza della trasferta lo consentiva. Forse una distrazione. Forse la velocità, perché l’ora di inizio della partita era ormai vicina. Forse solo la fatalità. Fatto sta che l’auto, con il suo prezioso contenuto umano, sbanda e finisce in un canale. Per Juliana, e il piccolo Matteo, la vita finisce in Puglia sul ciglio di una strada di Zapponeta. In un luogo così lontano dalla madrepatria Argentina, ma così vicino al suo Mauro. L’uomo con il quale avrebbe voluto continuare a condividere le gioie e i dolori del mestiere che si era scelto. E che, da oggi, ha accanto due angeli che vegliano su di lui.