L.R. Vicenza, Padella: "Se stiamo a casa vinciamo"

22.03.2020 23:40 di Anna Catastini   Vedi letture
© foto di Emanuele Taccardi/TuttoMatera.com
L.R. Vicenza, Padella: "Se stiamo a casa vinciamo"

Ancora un appuntamento via Instagram con i calciatori del L.R. Vicenza. Questa volta il protagonista è Emanuele Padella che risponde alle domande in compagnia di Alessandro Marotta. Con Marotta vi siete piaciuti fin da subito? “Non ci siamo piaciuti sin da subito, la prima partita l’abbiamo fatta 12 anni fa, Cisco Roma – Gubbio, non c’è stato subito amore, però dopo aver giocato contro, ritrovandoci con l’avventura a Benevento è nato un bel rapporto. Adesso Alessandro è un gran amico, una persona che c’è sempre” dichiara Padella ripreso dal sito ufficiale del club biancorosso. 
Il gol più bello di Marotta? “Il più bel gol lo ha fatto a Messina, un gol con un colpo dello scorpione, devastante. Invece quest’anno quello con la Feralpisalò, Alessandro quando gioca tira fuori dal cilindro qualcosa di unico”.

Perché hai scelto Vicenza? “Quando il Vicenza ti chiama ci devi andare, è una piazza importante che vive di calcio, quando il direttore mi ha chiamato non ci ho pensato due volte, c’era tutto per fare un percorso importante: un gruppo e una società solida, un grande allenatore,  ho scelto Vicenza per provare a fare quello che ho fatto a Benevento. Tifo Roma, Francesco Totti è il mio idolo”.
Quando arriverà un gol? “E’ meglio prendere zero gol piuttosto che farne, poi se verrà un gol sarò contento e spero di farlo sotto la sud perché è emozionante”.
Arma si fa biondo se vinciamo, tu? “Io per scaramanzia non parlo e non voglio dire niente, in questo momento c’è da combattere contro una cosa più grande di noi, penso che il campionato si farà verso giugno e luglio, purtroppo c’è questo stop forzato non possiamo fare nulla, stiamo a casa”.
Ti senti un leader della difesa? “Mi sento un giocatore come gli altri che sta contribuendo a fare qualcosa di importante per il Vicenza, sto dando tutto durante la settimana e la domenica per cercare di portare questi colori più in alto possibile”.

Con il Mister come ti trovi? “Il mister è la nostra punta di diamante, ha costruito un gruppo solido e maturo che vuole arrivare in alto, sappiamo che è dura, quando ricominceremo cercheremo di farci trovare pronti per regalare un sogno a questa città”.
Vicenza è la tifoseria più calda in cui hai giocato?  “Vicenza è una piazza molto calorosa, anche Ascoli ha una tifoseria molto passionale e a Benevento dopo quello che abbiamo fatto in 2 anni ho visto una città trasformarsi, c’era la gente che esplodeva fuori dallo stadio. Sono tutte tifoserie importanti che mi hanno dato tanto”.
Marotta è il più matto dello spogliatoio?  “Alessandro è un personaggio dentro lo spogliatoio, ma quest’anno ne abbiamo diversi: Pasini, Arma, Giacomelli, siamo un bel gruppo e ci vogliamo bene come amici e compagni. C’è qualcosa di magico”.
Vi tenere allenati? “La società ci ha data tutto per allenarci, cyclette, elastici e pesi. Abbiamo un programma e un nutrizionista che ci segue, non sappiamo quando si inizierà ma ci faremo trovare pronti.
Anche voi correte per Cinelli in campo? “Questa è una voce messa in giro da Arma, ma per stare lì in alto dobbiamo faticare tutti, siamo un gruppo che corre e dobbiamo ancora pedalare per inseguire il nostro sogno”.
La partita più emozionante di quest’anno? “Ce ne sono 2, quella con la Reggiana in casa, dopo la sconfitta di Piacenza dove dovevamo dare un segnale importate a noi stessi e al campionato. La seconda, ancora più importante ,è quella con il Carpi. Era uno scontro diretto, abbiamo allungato in classifica, in un clima pazzesco negli spalti, con tanta adrenalina e un clima fuori dal normale”.
Torneremo a giocare? “Siamo anche noi cittadini e seguiamo le regole del governo, dobbiamo aspettare e vedere come evolve questa brutta situazione. Se stiamo a casa riusciremo a sconfiggere questo avversario, è questa la cosa che conta adesso”.
Ci sono gli attaccanti che ti hanno più impressionato? “Mi hanno impressionato Odogwu e Magrassi della Virtus Verona, in quella partita sono andato un po’ in difficoltà, mi hanno sorpreso molto fisicamente”.
Chi è il leader nello spogliatoio? “Siamo tanti leader in squadra, ci sono tanti ragazzi che hanno vinto campionati, la società ha fatto un gruppo importante composto da tanti leader che nei momenti di bisogno si uniscono per superare le difficoltà”.
Che futuro vedete per Zarpellon, Tronco, Pontisso, Zonta e Vandeputte? “Parliamo di giovani forti e bravi ragazzi, stanno bene nel gruppo, si impegnano e sicuramente miglioreranno ancora di più. Stanno dando un contributo importante alla squadra”.
Che passione avete oltre al calcio? “I miei figli, sono un papà e un marito a tempo pieno. Quando non gioco amo stare a casa con la mia famiglia, vivere la mia famiglia, una vita tranquilla con amore, serietà e felicità”.
La trasferta che vi ha emozionato di più? “Cesena, come ha detto Marotta. Già alla rifinitura a Capovilla con 500 tifosi, non è da tutti. E’ stato un segnale importante, tuta la città e i tifosi erano con noi e noi abbiamo vinto da grande squadra, una squadra che vuole fare qualcosa di importante”.
La partita più sudata? “Tutte, non ricordo gare facili, per vincere ci vuole sempre quel qualcosa in più. Noi ne abbiamo vinte tante ma speriamo di vincerne ancora di più”.
La piazza più bella dove hai giocato in precedenza? “Qualsiasi mi ha lasciato un ricordo indelebile. A Benevento sono diventato marito e padre, ho vinto due campionati dalla Lega Pro alla Serie A. Ad Ascoli ho lasciato il cuore, lì vive la mia famiglia e quindi è casa. E ora Vicenza che difendo con tutto me stesso per cercare di portarla dove ho portato il Benevento qualche anno fa”.
Piatto tipico mangiato a Vicenza? “ll baccalà, ma da romano amo la carbonara e gli altri piatti romani”.
Ti fai biondo in caso di B? “No, io non dico niente. Sono troppo scaramantico, non cambio nulla”.
Quanto è importante la società? “Il Vicenza è una società solidissima che ha costruito basi solide, quello che abbiamo fatto è perché alle spalle c’è una società forte: altrimenti non arriverebbe un direttore importante, un mister importante come Di Carlo, giocatori importanti. Se stiamo in alto è merito della società e della famiglia Rosso che ha fatto investimenti importanti”.
La squadra più cattiva incontrata quest’anno? “La Fermana. E’ stata una partita brutta, rognosa, spezzettata da molti falli. Abbiamo giocato poco la palla ed è stato importante uscire con un punto da lì”.
Pregi e difetti di Marotta? “L’ho sempre detto, quando sono venuto qui a Vicenza l’ho chiamato subito perché lo volevo qui con me. E’ un giocatore importante ma soprattutto è una persona alla quale voglio molto bene, una persona vera, leale, dice le cose in faccia. Ora lo vorrei abbracciare perché noi ci abbracciamo sempre, siamo grandi amici”.
Bizzotto scrive che devo imparare a giocare a ping pong in questa quarantena. “Ma Bizzotto deve capire che sono più forte io a ping pong!!!”.
Com’è il morale? “Il morale deve essere sempre alto. Non dobbiamo mollare come persone, è un momento delicato e dobbiamo stare uniti. Sconfiggiamo il virus stando a casa e speriamo possano trovare a breve un vaccino”.

Com’è esultare sotto la Sud? “Bellissimo. C’è tutto: adrenalina, gioia, abbracci. Un clima bellissimo che ti porti dietro anche dopo, finita la gara”.
La trombetta? “Ce l’ho qui, è una cosa molto seria e molto scaramantica, si suona solo quando si vince, spero di suonarla altre 11 volte quest’anno”.
Da dove viene la trombetta che suoni a fine gara? Me l’ha regalata il mister per la partita contro il Rimini. Se vincevamo avrei dovuto suonarla e portarla sempre. Da quella volta è diventata un gesto scaramantico, una cosa che è parte del gruppo. Ha portato bene e speriamo di poterla suonare ancora tante volte”.