Barletta, Paci sfida il Picerno: "Partita importante ma dobbiamo restare sereni"
Massimo Paci, allenatore del Barletta, ha presentato in conferenza stampa la sfida casalinga contro il Picerno, in programma domani alle 17:30 al Puttilli: “È stata una settimana di preparazione intensa e importante. La squadra è molto concentrata, siamo responsabili, sappiamo di essere chiamati a fare risultato e ne siamo consapevoli. Ci siamo allenati bene, tocca a noi dimostrare domani sul campo di essere pronti. Pochi fronzoli, oggi”.
Barletta e Picerno arrivano alla sfida con un percorso simile, tre punti a testa nelle ultime sei gare, dopo un avvio molto diverso, e il peso della pressione può farsi sentire per entrambe: “È il gioco del calcio, siamo calciatori ma anche esseri umani: quando sale la pressione rispondere è sempre più difficile rispetto a quando le cose girano bene, ma è il nostro lavoro e ci sta. Per noi è una partita importantissima, conosciamo la nostra responsabilità e sappiamo cosa dobbiamo fare. Dai giocatori mi aspetto molto, nel concreto: cattiveria, una buona fase di non possesso in cui proveremo a concedere poco all’avversario, ma anche il rispetto della nostra identità quando abbiamo la palla, cercando di giocare quando si può. Questa squadra ha dimostrato che, quando ha il pallone e rispetta le proprie posizioni in campo, può far male a chiunque. Affrontiamo la gara con grande consapevolezza di noi stessi: sappiamo di essere tenuti a rispondere con il risultato, ma non dobbiamo metterci troppa pressione, perché è una partita di calcio. Quando sei sereno, nonostante tutte le difficoltà, è il momento in cui arrivano i gol, in cui il pallone, anziché andare fuori, va in porta. Dobbiamo migliorare la classifica, e siamo consapevoli che attraverso la giusta serenità possono venire delle buone cose”.
La novità di lunedì tra i pali, con Figliola schierato al posto di Matosevic nel pareggio con la Cavese, potrebbe essere confermata: “Ho fatto personalmente un cambio in porta, ed è sempre delicato, perché generalmente c’è una gerarchia ben definita. Volevo però togliere un po’ di pressione a Kristjan, che nelle ultime due partite aveva vissuto momenti particolari. Si può portare avanti: Antonio ha fatto bene nell’ultima gara, ci ha dato certezze e sicurezze, quindi la scelta probabilmente verrà confermata. Ritengo comunque che abbiamo due portieri validi, che devono trovare la giusta serenità, perché è un ruolo molto delicato: per farlo bene devi essere molto centrato, molto equilibrato, molto sereno. Se sbaglia l’attaccante non succede niente, ma se sbaglia il portiere si prende gol. Speriamo di trasmettere il miglior stato d’animo possibile, perché possano essere calmi e sereni per fare una buona partita”.
Il Picerno di inizio stagione, già incontrato in Coppa Italia, aveva mostrato un volto diverso a seconda delle fasi della gara, e anche domani potrebbe cambiare pelle: “Mi aspetto un Picerno che prova a far vedere la sua identità: una squadra che vuole il palleggio, che vuole controllare il gioco, molto tecnica, quindi una squadra che viene qui e si gioca la partita. Ma a prescindere dall’avversario è normale che noi dobbiamo guardare molto più a noi stessi: domani abbiamo l’opportunità di migliorare la classifica e vogliamo raggiungere fortemente questo obiettivo, senza guardare chi abbiamo davanti. Qualsiasi nome sia, per noi è un’opportunità. Sappiamo che sono i piccoli dettagli a fare la differenza: nella fase di non possesso sono consapevole che serve la voglia di affrontare i duelli, di recuperare le seconde palle, di raddoppiare l’avversario. Dove siamo mancati è che, quando c’è stato un errore, non abbiamo lavorato di squadra per coprirlo: in quei pochi momenti la squadra ha cominciato a ragionare in modo individuale, e abbiamo concesso dei gol. Per fare bene la fase di non possesso bisogna lavorare da squadra: se un giocatore sbaglia o non fa il fallo in una transizione, ci deve essere qualcuno che aiuta il compagno. Lo stesso vale in possesso: bisogna giocare da squadra, non perdere la testa e non perdere le posizioni. Se riusciamo a essere lucidi per novanta minuti, facendo la nostra partita senza concedere tempi morti, credo che possiamo far bene contro tutte le squadre. Sono sereno perché conosco questa squadra e ho la massima fiducia in lei. Per giocare serve serenità: quando giochi con rabbia, con l’emozione di voler spaccare il mondo perché devi per forza vincere, è proprio il momento in cui ti ritrovi cinque volte davanti alla porta senza fare gol, e gli avversari con un tiro ti puniscono. Bisogna stare calmi ed essere determinati: la volontà, la ferocia, la determinazione me le aspetto da me stesso, dalla squadra e dai nostri giocatori. Non ho la sfera di cristallo, ma andiamo ad affrontare la partita con questa mentalità”.
Resta da definire l’undici titolare e la possibile presenza dell’ultimo arrivato, Tito: “Ho deciso in parte la formazione. Per quanto riguarda Tito, è arrivato ed è a disposizione, ma bisogna capire come preservarlo: viene da un periodo in cui non si è allenato con la squadra, e mettere in campo per novanta minuti un giocatore senza preparazione nelle gambe significa rischiare l’infortunio. Fabio è un giocatore importantissimo per noi, quindi bisogna stare attenti. Credo abbia la condizione per giocare venti minuti, mezz’ora: non so se partirà titolare, questa è la prima settimana in cui si è allenato con noi e l’ho visto molto bene. Ma sempre con la consapevolezza che mettere in campo un giocatore senza preparazione espone al rischio infortunio, e vorrei evitare questo tipo di situazioni. Per quanto riguarda un eventuale cambio tattico, oggi abbiamo fatto la rifinitura: valuteremo bene, rivedremo l’allenamento e poi si deciderà per il meglio”.
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