Scafatese, Facciolo: "Affrontare il Catania senza snaturarci. Volpicelli? Valuteremo"

Scafatese, Facciolo: "Affrontare il Catania senza snaturarci. Volpicelli? Valuteremo"TMW/TuttoC.com
© foto di Laerte Salvini
Ieri alle 23:30Girone C
di Valeria Debbia
Il tecnico prepara la trasferta del 'Massiminoo con realismo e identità: "Gara che si prepara da sola per motivazioni. Dovremo restare dentro la partita nei momenti di sofferenza e sfruttare le situazioni".

Con due pareggi e un ko all'attivo, la Scafatese cercherà la prima vittoria stagionale domani, anche se l'impegno sarà improbo visto che l'appuntamento è al 'Massimino' di Catania. Alla vigilia la sfida è stata presentata da mister Michele Facciolo in conferenza stampa.

Mister, due sfide importanti: la trasferta di Catania e poi il Monopoli. Al 'Massimino' vi aspetta un ambiente caldo: su cosa punterete dal punto di vista tecnico e psicologico?

«Andiamo a giocare contro una candidata a vincere il campionato, allenata da un tecnico molto preparato. Sono gare che si preparano quasi da sole, per motivazioni e stimoli. Durante la settimana abbiamo lavorato per affrontare il Catania senza snaturarci: sarebbe un guaio, significherebbe andare lì e farsi mettere sotto. Faremo la nostra partita, cercheremo di sfruttare le situazioni che ci lasceranno e dovremo essere bravi a restare dentro la gara quando ci sarà da soffrire».

Il Catania ha ritrovato fiducia col successo sul Cosenza, ma nelle prime giornate ha mostrato qualche incertezza difensiva. La partita va impostata in modo aggressivo o più coperto?

«Quando affronti squadre che hanno qualità in tutti i reparti, non puoi pensare di fare solo una fase. Devi preparare la partita sulle situazioni che si creeranno. A Caserta sapevamo che ci sarebbe stato un momento di sofferenza, ma bisognava restare dentro la gara, e i ragazzi sono stati bravi. A Catania ci saranno 15-16 mila persone che spingono: basta poco perché l’inerzia cambi. Dobbiamo fare una gara molto attenta, portare il nostro calcio e vedere cosa riusciremo a portare a casa».

Tre impegni ravvicinati: quali difficoltà ci sono nel gestire così tante partite?

«In questo periodo bisogna essere bravi a recuperare, fisicamente e mentalmente. Con tre partite in dieci giorni, l’allenamento conta, ma conta soprattutto il recupero. Bisogna studiare gli avversari, provare qualche situazione, ma non possiamo fare sedute lunghe: il clima è torrido e si sprecherebbero energie. Dobbiamo dare le informazioni giuste e recuperare molto».

Complimenti per la gara di Caserta: la squadra ha mostrato carattere. Lei ha lavorato a lungo con mister Modica: cosa porta oggi nella Scafatese di quella esperienza?

«Posso chiamarlo Giacomino: dopo dieci anni insieme, più che un allenatore è un fratello. Abbiamo vissuto nello stesso appartamento, potete immaginare. Mi ha dato molto dal punto di vista calcistico. Poi, strada facendo, uno deve aggiornarsi: il calcio cambia, quello che è oggi non è più domani. Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione impressionante. Aggiornarsi ti porta a rivedere principi, a provarli sul campo, a vedere che la squadra riesce a esprimerli. A Caserta, con un allenamento e mezzo, i ragazzi sono stati molto bravi: non è semplice trasmettere principi in mezza giornata e ritrovarli in partita. Questo mi dà fiducia: il gruppo crede in ciò che propongo».

Prima della gara con la Casertana aveva detto che bisognava “morire in campo per la maglia”. Ha avuto la risposta che cercava?

«Sì. Quando fai un buon primo tempo, devi andare negli spogliatoi con un vantaggio maggiore, perché poi la squadra avversaria, spinta dal pubblico, rientra con un altro spirito. Nel secondo tempo non siamo stati bravi a gestire quei 15-20 minuti: subentra la paura del risultato, ti abbassi, resti collegato alla porta e prendi due gol in pochi minuti. A quel punto avevi due strade: ribaltarla con tre o quattro gol, oppure restare nella partita e andarla a prendere alla fine. E così è stato, senza rubare nulla. Chi è entrato ha fatto una grande prestazione. Avevo detto ai ragazzi: “Oggi la partita la cambia chi entra nel secondo tempo”. E ho avuto risposte. Il pareggio, se mi permettete, ci sta anche stretto: per tiri in porta e xG siamo a 2.50 contro 0.80 della Casertana».

Contro una corazzata come il Catania, qualcuno dice che “non sono queste le partite da vincere”. Lei immagino la pensi diversamente. Ritroverete D’Ambros e Faiello?

«Ahimè no. D’Ambros sta recuperando: speriamo di averlo martedì, ma non è pronto, non ha lavorato con la squadra e non possiamo rischiarlo. Lo stesso vale per Faiello: dobbiamo aspettare. Dopo la rifinitura valuteremo i convocati: l’ultimo allenamento è sempre rischioso, non sai mai come può finire».

La Scafatese ha fatto un’ottima prestazione a Caserta: ci saranno novità nel modulo o riproporrete la stessa squadra?

«Chi è entrato ti mette la pulce nell’orecchio, ed è una bella situazione. Ho trovato un gruppo sano, con qualità e individualità importanti. Bisogna lavorare e portare a casa risultati che diano fiducia e autostima. Chi entra sarà pronto a fare ciò che prepariamo durante la settimana».

Volpicelli ha cambiato la partita nel finale: i tifosi chiedono se possa partire titolare.

«Emilio fa parte del gruppo, è un giocatore forte, con qualità importanti. Mi mette in difficoltà. Domani verso le 17 decideremo chi sta meglio e chi può giocare: valuteremo anche lui».