Ighli Vannucchi ❤ Maddalena Bianchi

La rubrica di TLP, con le interviste alle compagne dei calciatori in Lega Pro: mogli e fidanzate si raccontano
17.05.2013 23:00 di Valeria DEBBIA  articolo letto 13456 volte
Fonte: In collaborazione con Claudia Marrone
Ighli Vannucchi ❤ Maddalena Bianchi

Ighli Vannucchi, centrocampista classe 1977 attualmente in forza alla Virtus Entella, una carriera importante giocata per la maggiore a grandi livelli, che gli ha regalato tante soddisfazioni sempre condivise con l’amore della sua vita: la moglie Maddalena Bianchi, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore. La storia di due ragazzini che si conoscono giovanissimi e decidono di vivere insieme una vita intera: da esempio per le generazioni future.

Maddalena, come vi siete conosciuti tu e Ighli?
Ci siamo conosciuti una vita fa, nel lontano 1995. Era il giorno di Pasquetta e ci incontrammo casualmente al mare a Viareggio, ognuno con i rispettivi amici, ma per un anno poi non ci siamo più rivisti; ma un giorno, mentre passeggiavo nel centro di Lucca, la mia città, lui mi riconobbe (Vannucchi nella stagione 1996-1997 militava nella Lucchese, ndr) e da li è nata prima un’amicizia, poi la nostra storia, coronata con il matrimonio ben due volte”.

Interessante…raccontaci!
Sposarci una volta non ci bastava, abbiamo fatto il bis (ride, ndr). Nel 2002 ci siamo sposati in Comune a Lucca, ma il mio sogno era sposarmi con i figli che ci portavano le fedi all’altare e così, nel decimo anniversario di matrimonio, ci siamo sposati in chiesa con i due bimbi più grandi, Niccolò e Ginevra, che ci portavano le fedi. Due anni e mezzo fa però è nato Duccio, magari per il ventesimo anniversario riproponiamo”. 

E invece la proposta di matrimonio? Da chi dei due è arrivata?
In realtà non c’è stata una vera e propria richiesta, è stata una naturale decisione dopo cinque anni di fidanzamento che abbiamo preso di comune accordo”.

Mi dicevi poco fa che avete tre figli: che tipo di padre è tuo marito?
E’ un padre presente per quanto il lavoro glielo consenta, ma è comunque davvero molto legato ai bimbi, che ricambiano questo grande affetto; a me però tocca la parte difficile, quella della “cattiva” che sgrida e dà le punizioni, ma stando sempre io con i bimbi va così. Però non mi lamento, sono contenta lo stesso perché penso che sia importante la qualità del tempo che un genitore passa con i figli, non la quantità e in questo, parlando di Ighli, non mi posso lamentare”.

Dicci invece adesso pregi e difetti di Ighli come uomo.
Ti dico un pregio e un difetto, così andiamo pari: è molto disordinato, in casa sono sempre dietro a lui a sistemare tutto, ma è una persona molto positiva che vede sempre il bello in tutto. E di questo lo invidio, in senso buono, io non sono così, però a stare con lui sono migliorata anche io”. 

Lunga e brillante carriera quella di tuo marito, ma ha girato un po’ per l’Italia: per te è stato difficoltoso seguirlo, specie con i bambini piccoli?
Io di carattere sono molto espansiva e per niente mammona, a 18 anni ho iniziato a seguirlo e devo dire che mi sono divertita molto, è stata una bella esperienza che ha logicamente comportato dei sacrifici, ma ci ha dato tanto: come tutto nella vita, ha i pro e i contro. La fortuna comunque è stata che quando avevamo i primi due bambini Ighli è rimasto 6 anni a Empoli (dal 2004 al 2010, ndr), e non mi sono dovuta spostare: gestire due adulti è semplice, con i piccoli si complica un po’ il tutto!”.

Tu segui il calcio?
Sì, è uno sport che mi è sempre piaciuto anche prima di conoscere mio marito. Quando non avevamo figli andavo sempre anche in trasferta, adesso vado solo alle partite in casa, ma anche quest’anno non me ne sono persa una. Io e bimbi partiamo il venerdì sera da Lucca, rimaniamo a Chiavari fino alla domenica e nel pomeriggio andiamo allo stadio…il bimbo piccolo ormai è la mascotte”.

Benissimo, quindi saprai sicuramente spiegarci il fuorigioco…
Ma sì, facilissimo (ridiamo, ndr). È fuorigioco quando un giocatore, al momento del lancio di un compagno, è oltre la linea dei calciatori avversari. Poi si sa, nel calcio è sempre discutibile e personalizzabile l’essere oltre la linea avversaria… (confermo e dopo ridiamo di nuovo, ndr)".

Momenti calcistici: quello più bello per tuo marito, e un momento, semmai ci fosse stato, che ha influenzato la vostra vita di coppia.
Mio marito ormai è un calciatore “navigato”, di momenti belli ne ha vissuti tanti, ma te ne dico due in particolare, e non credo di sbagliarmi: il primo è stata la Coppa Uefa con l’Empoli (stagione 2006-2007, ndr), l’altro la stagione scorsa a La Spezia, quando la squadra ha conquistato il “triplete” (campionato, Coppa Italia Lega Pro, Supercoppa, ndr). Però il calcio non ha mai influenzato la nostra vita di coppia, siamo sempre stati uniti superando tutte le difficoltà che però, a parte la rottura del crociato due anni fa, non sono mai state legate al calcio: è secondo me questo il segreto per consolidare l’unione, stare vicini anche nei momenti brutti”.

Quale è il regalo più bello che ti ha fatto?
Sicuramente l’avermi scelta come compagna di vita anni fa e di conseguenza l’avermi resa madre”.

E poi di sicuro ci sono i molti goal dedicati…
Anche se mio marito è più che altro assist man, devo riconoscere che di goal ne ha dedicati tanti sia a me che ai bimbi, che ci tengono molto: i più belli per me, però, sono stati quelli che mi ha dedicato quando ero incinta. Ci terrei poi ad aggiungere, parlando di calcio, che quest’anno Ighli è stato eletto dai tifosi quale top player della Virtus Entella e sarà premiato prima dell’inizio della gara play off il 26 maggio”.

A proposito di calciatore “navigato”: tuo marito per il calcio moderno inizia a essere anziano…una volta appese le scarpette al chiodo vorresti che rimanesse nel mondo del calcio sotto altre vesti?
Ti dico già con certezza che non rimarrà nel mondo calcio. Oltre a quello, ha la grande passione per la pesca, viaggia molto nel mondo con gruppi organizzati proprio per pescare, e con degli amici ha aperto anche un sito Internet in cui promuovono la loro attività (www.buonapesca.it, ndr): il suo sogno futuro è proprio diventare accompagnatore in questi viaggi”.

C’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli attraverso questa intervista?
Che domanda difficile (ridiamo, ndr). A parte gli scherzi, voglio dirgli di continuare così, sta dando il meglio in ogni cosa che fa, sono orgogliosa di lui”.

Bimbi Vannucchi
Duccio Vannucchi
Duccio Vannucchi
Ginevra e Niccolò Vannucchi
Maddalena e Ighli Vannucchi
Maddalena e Ighli Vannucchi