ALLA RICERCA DELLA CREDIBILITÀ PERDUTA. DALLA LEGA PRO SEGNALI DI SPERANZA

04.07.2019 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
ALLA RICERCA DELLA CREDIBILITÀ PERDUTA. DALLA LEGA PRO SEGNALI DI SPERANZA

Che il vento in Serie C stesse cambiando ce lo auguravamo sottovoce un paio di editoriali fa, attendendo però le dovute controprove. Bene, a distanza di due mesi possiamo constatare che i fatti stanno confermando le nostre sensazioni. Sia chiaro, questo non significa che il paziente sia guarito, siamo soltanto agli albori di un lungo e faticoso percorso di riabilitazione. Molto rimane ancora da fare per restituire piena credibilità a tutto il movimento dopo l’annus horribilis appena vissuto, del quale porteremo a lungo le cicatrici, ma i primi frutti della presidenza Ghirelli si cominciano a vedere. Innanzitutto, sul fronte iscrizioni. Rispetto allo scorso anno il quadro appare decisamente migliore, grazie all’introduzione di norme più stringenti, sia con riferimento ai criteri di bilancio che a quelli strutturali. Chi non rispetta le regole è fuori, senza appelli. Un principio tanto semplice, eppure troppo spesso disatteso.

Per oggi sono attesi i verdetti della Covisoc che, salvo improbabili colpi di scena, comunicherà l’esclusione di Foggia e Arzachena per documentazione incompleta mentre Lucchese, Siracusa e Albissola si sono già fatte da parte non presentando domanda, seppur con motivazioni diverse tra loro. Ed in B è praticamente certa la bocciatura del Palermo, con Chievo e Trapani che sembrano invece fuori pericolo. L’anno scorso l’organo di vigilanza della Figc escluse preliminarmente quattordici società: tra queste figuravano Juve Stabia e Trapani, poi promosse, club che evidentemente non ne avevano i requisiti come Matera, Cuneo e Lucchese e altre piazze blasonate come Avellino, Bari, Cesena, riaffacciatesi tra i professionisti dopo un solo anno di purgatorio anche se la situazione in casa irpina è da monitorare attentamente viste le difficoltà economiche della proprietaria Sidigas, che ha messo in vendita le quote societarie garantendo ad ogni modo la partecipazione al prossimo campionato.

In attesa di capire quale sarà l’impatto delle altre novità regolamentari destinate, almeno sulla carta, ad elevare il tasso qualitativo del prossimo torneo ossia l’eliminazione delle liste over e la riduzione a sei del numero dei prestiti, per le quali si dovrà attendere il giudizio del campo, restiamo dell’avviso che l’aspetto sul quale si dovrà lavorare di più in chiave futura sia principalmente quello dei controlli preventivi, per evitare che personaggi dal passato non proprio limpido continuino a ripresentarsi puntualmente nelle situazioni borderline, per fare esclusivamente i propri interessi, lasciando dopo il loro passaggio soltanto macerie. La black list per allontanare questi soggetti è un’idea lodevole che avevamo lanciato in tempi non sospetti da queste righe ma è altrettanto chiaro che l’applicazione dell’istituto in termini concreti non è così semplice se non è accompagnata da contromisure utili a contrastare gli escamotage per aggirarla. Del resto, l’Italia è il Paese del fatta la legge, trovato l’inganno. Ed il calcio non fa eccezione.