Gubbio, Simoni a TLP: "Il cuore mi dice di restare, ma nel calcio mai dire mai..."
Quattordici promozioni ottenute in carriera, sono un risultato straordinario che diventa ancor più significativo se si considera che le ultime due sono state centrate da over settanta, nel ruolo di direttore tecnico del Gubbio, edificato insieme al ds Giammarioli, ovvero colui che l'ha convinto ad abbandonare la postazione di opinionista televisivo per rimettersi in gioco. Parliamo di Luigi Simoni che all'età di settantadue anni continua a mietere successi tanto da essere corteggiato da Palermo e Cremonese per la prossima stagione. TuttoLegaPro.com ha deciso di provare a delineare il futuro del d.t. eugubino, oltre a rivivere la fantastica cavalcata della compagine rossoblù, insieme ad uno degli artefici della formazione che ha trionfato nel Girone A di Prima Divisione.
Mister, partiamo dalla promozione, la seconda consecutiva, a distanza di qualche giorno qual è lo stato d'animo in casa Gubbio?
"Siamo in uno stato di grande euforia, poichè vincere un campionato è un grande risultato, ma può anche essere casuale. Invece, quando si vincono due campionati di seguito, vuol dire che di fondo c'è della bravura. Poi Gubbio è una piazza che sta festeggiando con serenità, senza eccessivi entusiasmi, con la giusta misura come piace a me".
Uno degli artefici della promozione è stato sicuramente mister Torrente che da molti è ritenuto un predestinato della panchina: lei che lo conosce bene lo ritiene pronto per una grande carriera?
"Le carriere non si misurano su un anno che vinci, ma dopo un decennio di attività, perciò è ancora prematuro sbilanciarsi anche se la partenza è fondamentale e Vincenzo (Torrente ndr) è passato brillantemente dagli allievi nazionali del Genoa alla Lega Pro, imponendosi immediatamente come un tecnico capace e vincente. Torrente ha dimostrato, in questi due anni a Gubbio, di meritare la chance di guidare qualche squadra importante dato che è molto preparato ed utilizza metodi da serie A. Però parlare di predestinato mi sembra eccessivo, sinceramente per me non lo è neppure Leonardo che nell'ultimo biennio ha guidato prima il Milan e poi l'Inter (sorride ndr)".
Qual è stato il momento chiave della cavalcata promozione del Gubbio?
"Siamo partiti malissimo, incassando cinque gol sia nella prima gara ufficiale di Coppa Italia a Grosseto sia al debutto in campionato a Cremona, dopo però siamo stati bravi a fare benino e in inverno siamo cresciuti definitivamente con le otto vittorie consecutive che hanno scavato il solco con le rivali. Otto vittorie, infatti, non sono mai facili da raggiungere e in Serie B sono il record storico di successi consecutivi che centrai proprio io con la Cremonese".
Avete molti giovani talentuosi che quest'anno si sono consacrati: ce n'è qualcuno pronto già per la massima serie?
"Quest'anno ho visto diverse gare di Serie B dal vivo e devo confessarti che molti dei nostri giocatori possono tranquillamente disputare questa categoria da protagonisti e fra un anno tentare il salto in Serie A. Quest'anno a Gubbio avevamo molti giovani bravi e questo è uno stimolo a valorizzarli, in carriera quando allenavo, ho lanciato diversi giovani perchè non c'è cosa più bella di vedere un ragazzo alla pari con i compagni più grandi e concedergli la chance di affermarsi, aiutandolo nel percorso di maturazione".
Qualche anno fa sembrava essersi ritagliato soltanto un ruolo da opinionista televisivo ed invece il Gubbio l'ha rimesso in pista. Di chi è il merito se Gigi Simoni è ancora protagonista attivo del mondo del pallone?
"Il merito principale è del diesse Giammarioli che conosco dai tempi in cui allenavo il Napoli e venivo in ritiro a Gubbio, ed essendo amici, mi sono lasciato convincere alla terza chiamata da lui e il presidente FIoriti che desideravano costruire una bella squadra, in concomitanza della stagione del centenario, senza spendere cifre sporpositate. Dovevo restare solo un anno, ma abbiamo vinto la Seconda Divisione e mi sono lasciato trascinare in una nuova avventura che ci ha visti conquistare anche la Prima Divisione e ora ci ho preso gusto...".
E poi vincere è sempre bello...
"Esatto. Non conta la categoria perchè la differenza non è dove vinci, ma come vinci. E qui a Gubbio siamo un gruppo super amalgamato nel quale Giammarioli è fondamentale perchè conosce alla perfezione la cateogoria e tutti i giovani; dalla nostra unione lavorativa è stato partorito il Gubbio della doppia promozione".
Fra i giocatori chi è stato il trascinatore della squadra?
"Fondamentali sono stati i quattro-cinque elementi esperti della rosa, mi riferisco a Sandreani, Boisfeir, Farina e Briganti che hanno trascinato i giovani durante tutta la stagione ponendosi come esempi da imitare".
A proposito di protagonisti: c'è anche un certo Gigi Simoni che ha conquistato l'interesse di Palermo e Cremonese. Dobbiamo attenderci un'estate da uomo-mercato per lei?
"Sono un po' anziano per recitare il ruolo di uomo-mercato, anche se i miei anni li porto ancora bene: sarà per questo che molti club si sono interessati a me (grassa risata ndr). Scherzi a parte posso confermare i contatti, ma non ho ancora preso alcuna decisione dato che sono estramente combattuto. Gubbio è nel mio cuore e ormai qua sono di casa, ma Cremona è la mia seconda città, dove ho vissuto quattro anni fantastici e l'interesse del Palermo mi gratifica, perciò, dovrò riflettere sul mio futuro. Per adesso posso dire che nella vita non si può mai sapere. Prenderò una decisione solo a fine stagione. Se mi permette vorrei aggiungere un cosa...".
Prego...
"Vorrei spendere una menzione speciale per il pubblico di Gubbio che ci ha sempre incoraggiato durante la stagione, anche quando ad inizio stagione perdavamo, ci sono sempre stati vicini e non hanno mai fischiato, anche loro hanno contributio ai nostri successi".
In chiusura una battuta su uno dei più grandi giocatori della storia del calcio che lei ha avuto la fortuna di allenare, mi riferisco a Ronaldo. Ci racconta qualche aneddoto sul "Fenomeno"...
"Posso dire con orgoglio di aver allenato il centravanti più forte della storia del calcio. Oltretutto Ronaldo non solo era un fuoriclasse straordinario ma anche un ragazzo splendido e pulito. Sono davvero orgoglioso di averlo allenato nella sua stagione più importante, perchè poi gli infortuni l'hanno un pò penalizzato e rallentato, ma nonostante ciò parliamo di un immenso campione ineguagliabile".
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