“Non chiamatemi Bubu”: Evani si racconta in un libro

20.03.2019 17:48 di Chiara Biondini Twitter:    Vedi letture
Fonte: TMWmagazine Marzo 2019
“Non chiamatemi Bubu”: Evani si racconta in un libro

NON CHIAMATEMI BUBU
Autori: Chicco Evani con Lucilla Granata prefazione di Arrigo Sacchi
Editore: Mondadori Electa
Uscita: marzo 2019

Esce questo mese, l’autobiografia che Chicco Evani ha scritto con la giornalista Lucilla Granata, dal titolo “Non chiamatemi Bubu”. Un’intestazione d’opera volta a sottolineare come uno dei soprannomi affibbiategli durante la carriera non fosse gradito, al contrario dell’appellativo “Chicco”, che gli era più congeniale. Evani, cresciuto nel settore giovanile della sua città natale, approda al Milan all’età di 14 anni e diverrà una delle colonne portanti di quella formazione rossonera guidata da Sacchi, rimanendoci fino ai 30 anni. Proprio l’allenatore di quegli anni di platino apre questa opera con una prefazione. “Chicco Evani si racconta in un libro ricco di umanità e aneddoti. Scrive dell’amore che fin da bambino ha avuto per il calcio. Una passione irrefrenabile verso il pallone, definito ‘un amico fidato e sincero’. Parla della sua numerosa famiglia, dei suoi fratelli e dei suoi laboriosi genitori a cui deve tanto, anche se non hanno mai dimostrato il loro affetto”. Forse proprio da questo deriva un po’ il suo carattere chiuso: chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo di poche parole, taciturno se vogliamo, non incline al clamore mediatico, ma che ha sempre garantito professionalità, attaccamento alla maglia e grande dedizione alla causa. Per spezzare questo suo modo avaro di manifestare emozioni, a causa di quello che definisce una sorta di pudore, per la prima volta nelle pagine di questo libro, Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto. Descrivendo per esempio, quella punizione del 7 dicembre del 1989, trasformata nella rete che regalò al Milan la Supercoppa Europea contro il Barcellona. “Poi è arrivata quella punizione: mi sono avvicinato al pallone lentamente, mani sui fianchi, testa bassa, concentrato. respiro. Rincorsa breve… gol. È stato un attimo. Indimenticabile”. Emozioni mai espresse, ricordi, aneddoti e momenti salienti di una carriera straordinaria vissuta quasi interamente con il Milan, “sono stato benissimo per tanto tempo e mi sono anche molto divertito. Ho vissuto emozioni incredibili, vittorie straordinarie, ho conosciuto compagni di squadra e amici che non ho mai perso negli anni. Anche dopo la fine della mia carriera”. Riga dopo riga, pagina dopo pagina emerge il ritratto di una grande persona, di un uomo di valori, di un giocatore eccellente e generoso, di un professionista di altissimo livello e ora anche ottimo tecnico. Si perché dopo il suo ritiro dal calcio giocato si è dedicato all’allenamento ed è ora assistente del nuovo ct della Nazionale, Roberto Mancini.  Non dimentichiamoci che tra i suoi trofei vanta anche il terzo posto al Mondiale Under 20 giocato nel 2017 in Corea, quando sedeva sulla panchina azzurra.