Bella zio. Il romanzo di formazione di Beppe Bergomi

03.09.2018 16:30 di Chiara Biondini Twitter:   articolo letto 677 volte
Fonte: Recensione TMW MAGAZINE N.79
Bella zio. Il romanzo di formazione di Beppe Bergomi

Titolo: Bella zio. Il romanzo di formazione di Beppe Bergomi
Editore: Mondadori​​​​​​​
Autori: Andrea Vitali
Anno edizione: 2018

In occasione della presentazione del libro, lo stesso Giuseppe Bergomi ha parlato a Calcio2000, di come abbia dato il consenso alla stesura di questa opera, proprio perché non è una semplice autobiografia, ma si tratta piuttosto di un romanzo sportivo.

Non ho mai voluto scrivere la mia autobiografia. C’è stato un tempo che mi ci ero messo ed ero arrivato anche a metà... Poi, però, mi sono fermato. Mi sembrava inutile raccontare la mia storia, tanto la conoscevano già tutti o, almeno, quello a cui interessava. Ho pensato che servisse qualcosa di diverso. Quando ho conosciuto Andrea e lui mi ha spiegato come avrebbe voluto realizzarlo, ossia come un vero e proprio romanzo, raccontando le storie del mio paese, mi sono convinto immediatamente. È stata una bellissima esperienza, mi ha permesso di tornare ai quei tempi, quando si scavalcava per entrare all’oratorio per giocare a pallone”.

Non è una semplice autobiografia e come conferma l’autore Vitali è piuttosto “una storia di persone e di costume, molto umana…un romanzo di formazione che parte dalla nascita dello “Zio” fino al momento dei 18 anni. Si perché a 16 anni Bergomi, con quei folti baffi, sembrava già un adulto: lo chiamavano "zio" per questo e tale è rimasto nella memoria dei tifosi. Si racconta tutto ciò che sta dietro la storia nota, di tutto quello che è antecedente la sua consacrazione calcistica, partendo dalla sua infanzia vissuta nella tranquilla realtà dell'hinterland milanese, in una famiglia semplice, tra le scuole dalle suore e il tempo libero all'oratorio, sempre con la palla al piede. Ripercorrendo la parabola agonistica di un talento naturale, che già a 14 anni esordisce nel campionato giovanissimi e per la prima volta firma un contratto da giocatore professionista. Bergomi salirà sul podio più alto da campione del mondo giovanissimo, con la maglia della Nazionale per proseguire con una carriera folgorante e un inusuale attaccamento alla maglia nerazzurra, che lo hanno fatto entrare nella mitologia del calcio italiano.

Bergomi per la stesura di questa opera ha ripercorso con la memoria le vicende dell'infanzia e della formazione, realizzando quanto l'agonismo sia stato una formidabile scuola di vita. Ed è arrivato a concludere che "alla meta non ci si arriva mai da soli, e alla fine scopri che l'obiettivo di squadra valorizza anche il tuo obiettivo individuale".

Il racconto autobiografico di Bergomi è completato dalle riflessioni nate dal confronto con Samuele Robbioni, consulente in psicologia sportiva.

Giorni di fatica e bellezza spesi su quel rettangolo verde che diventa la tua seconda casa, se non la prima, dove tutto trova un senso perché in ogni momento corri e ti alleni insieme al sogno che vuoi realizzare. Tutti si ricordano il giovane eroe sportivo che alza la Coppa del Mondo, ma la vera sfida si vince e si vive nel quotidiano dell’allenamento, dove l’eroe lascia spazio all’uomo che ogni giorno si impegna, convivendo con sudore e sorriso … Ogni volta che mi sarei allenato con la casacca azzurra o neroazzurra addosso mi sarei ricordato dell’attenzione e passione con cui mia madre metteva assieme pezzi di stoffa per creare una camicia fatta d’impegno e amore che per me era un orgoglio indossare”.