L' Inter ha le ali di Altobelli, Baresi, Beccalossi e Muraro

17.05.2018 10:40 di Chiara Biondini Twitter:   articolo letto 551 volte
Fonte: TMW Magazine
L' Inter ha le ali di Altobelli, Baresi, Beccalossi e Muraro

Titolo: L' Inter ha le ali
Editore: PiemmeAutori: Alessandro Altobelli, Giuseppe Baresi, Evaristo
Beccalossi, Carlo MuraroCuratore: A. Mercurio
Anno edizione: 2018

L’Inter ha le ali”, è un libro uscito a marzo 2018, in occasione dei festeggiamenti per i 110 anni della società nerazzurra, dove si racconta, tra mille aneddoti un calcio e un modo di essere squadra che sanno di altri tempi e che difficilmente oggi si può riscontrare.

Il racconto narra l’anno del dodicesimo scudetto (1979/80), con testimonianze dirette da chi, come Altobelli, Beccalossi e Muraro, era parte di quella squadra tutta italiana guidata dal “sergente di ferro” chiamato Eugenio Bersellini.

Era un altro mondo, anche nel calcio: non c'erano procuratori, i contratti erano annuali, quindi il rinnovo bisognava sudarselo ogni volta correndo come matti, tutta la squadra era italiana doc, dai giocatori ai manager, e i ruoli in campo erano ben definiti, c'erano le ali, i terzini, i mediani. Non si regalava la maglia autografata ai tifosi, perché era una sola in dotazione per tutta la stagione. E le veline erano ancora solo fogli di carta...”

L’allenatore Bersellini, scomparso lo scorso 17 settembre, è uno dei protagonisti dei ricordi dei giocatori e nell'introduzione del libro, sua figlia Laura ricorda così gli anni nerazzurri.

Sono cresciuta con la correttezza di Baresi, uno che in quindici anni non è mai stato espulso, e con la grinta di Bini e Canuti. Ho imparato che se vuoi qualcosa devi correre e lottare, come facevano Oriali, Marini e Pasinato. Ho capito che bisogna pensare e ragionare con calma, ma quando è il momento di agire, è necessario farlo con la rapidità di quell'imprendibile ala sinistra di nome Muraro. Ho scoperto che per colorare le giornate ci vuole quel pizzico di sregolatezza e la genialità di Beccalossi. E che alla fine, qualunque cosa si faccia nella vita, bisogna portarla a termine, bisogna concludere. Come faceva Altobelli”.

I campioni che hanno fatto grande l'Inter degli anni Settanta e Ottanta, di cui cinque artefici del Mondiale 1982, proseguono la narrazione dando un loro punto di vista sulla formazione nerazzurra di oggi con humor, ma anche con tanto affetto, perché la verità è che il nerazzurro non si toglie con la maglia, rimane impresso sulla pelle. E la scelta di vestire quei colori per alcuni fu istintiva come racconta Beccalossi, riguardo alla firma sul suo primo contratto “non c'era scritta neanche la cifra. Avevo letto in alto FC Internazionale, e questo mi bastò per firmare subito. Avevo paura che ci ripensassero”.

Nei ricordi di tutti si intuisce chiaramente la memoria di un trionfo, e dalle chat pubblicate tra loro per ritrovarsi, frequentarsi, pubblicate per esteso, si evince che il sodalizio nato sul rettangolo verde resiste con tenacia ancora oggi, tra quei “ragazzi” del 1980 che hanno fatto la storia nerazzurra.