Campobasso, Mangia: "Coppa Italia? Se passiamo il prossimo turno diventa interessante"
Il successo in campionato sul campo dell'Atalanta U23 unitamente alla qualificazione in Coppa Italia Serie C ai danni del Latina ha rimesso in carreggiata il Campobasso, che domani dovrà affrontare il Forlì per proseguire il proprio cammino. Alla vigilia è quindi intervenuto mister Devis Mangia.
Mister, le ultime due vittorie hanno rimesso le cose a posto. Adesso la parola d'ordine è continuità. Come si trova, soprattutto in vista di una partita che si preannuncia complicata come quella contro il Forlì?
"Sì, è vero. È una partita complicata perché il Forlì ha caratteristiche ben definite e un'identità chiara. La difficoltà aumenta anche perché per noi è la terza gara in una settimana e dovremo valutare attentamente le condizioni dei giocatori. Quando si cerca continuità, da un lato si tende a cambiare il meno possibile, perché chi ha fatto bene è giusto che venga riproposto. Dall'altro, però, dobbiamo verificare i tempi di recupero, soprattutto dei calciatori che sono stati impiegati di più nelle ultime due partite. Bisogna anche considerare che siamo a novembre e non a marzo. Sono momenti molto diversi della stagione e c'è ancora il tempo per gestire al meglio le risorse".
Le ultime vittorie sono coincise anche con un cambio di assetto tattico. È questa la strada da seguire?
"È un'analisi corretta. Noi riteniamo che questa sia la soluzione che oggi ci sta dando qualcosa in più. Che possa diventare definitiva, però, dipende da tanti fattori, perché nel calcio di definitivo c'è ben poco. Siamo una squadra che, per caratteristiche, cambia modo di difendere e di attaccare anche all'interno della stessa partita. Quindi non parlerei mai di soluzione definitiva. Sicuramente questo assetto, più che per i numeri, funziona grazie all'atteggiamento che abbiamo avuto nelle ultime gare e sul quale sto insistendo molto. Adesso la nostra bravura dovrà essere quella di confermare proprio quell'atteggiamento, perché solo così si può pensare di fare bene. Senza quello, per me, è impossibile. Questa soluzione ci offre più equilibrio, che è la cosa principale che stiamo cercando".
In settimana sono arrivati due nuovi difensori. È soddisfatto del mercato?
"Più che lamentarmi, in passato avevo semplicemente constatato una situazione che era stata evidenziata anche dalla società e dal presidente. La prima impressione su questi ragazzi è molto positiva dal punto di vista umano. Sono due giocatori che possono darci una mano importante durante la stagione. Vanno a coprire ruoli nei quali oggettivamente eravamo un po' corti, ma soprattutto credo abbiano le qualità per offrirci un contributo significativo".
E in Coppa Italia dove può arrivare questo Campobasso?
"La Coppa Italia ha una caratteristica particolare. Il primo turno interessa quasi a tutti perché arriva prima dell'inizio del campionato, il secondo spesso viene considerato un fastidio. Poi però, quando passi il secondo e il terzo turno e restano soltanto otto squadre, allora tutti iniziano a guardarla in modo diverso. Noi l'abbiamo sempre considerata una competizione importante. Adesso, però, dobbiamo essere concentratissimi sul campionato fino alla prossima gara di Coppa. Spero che ci siano le condizioni per arrivarci bene dal punto di vista fisico, considerando che affronteremo due partite ravvicinate contro Pescara e Spezia, che probabilmente sono le due squadre con l'organico più forte del girone. Se arriveremo a quell'appuntamento con la maggior parte dei giocatori disponibili, cercheremo di fare il massimo. Inoltre la partita si giocherà in un giorno festivo e sono convinto che ci sarà una grande partecipazione del pubblico. Se riuscissimo a raggiungere le semifinali, tutto diventerebbe ancora più interessante".
Le vittorie aiutano anche a lavorare meglio durante la settimana?
"A dire la verità non ho mai dovuto richiamare questa squadra per atteggiamento o impegno. I ragazzi si sono sempre allenati bene e continuano a farlo. Abbiamo commesso degli errori, tutti insieme, li abbiamo analizzati e credo che abbiamo intrapreso una strada potenzialmente positiva. Però una strada diventa davvero positiva solo se le si dà continuità, altrimenti si torna al punto di partenza. Per quanto riguarda stanchezza, consapevolezza e continuità, sono tutti concetti corretti. Io devo confrontarmi con lo staff medico, con i preparatori e con i giocatori stessi per capire se i recuperi sono adeguati in vista della partita di domani. L'allenamento odierno mi darà indicazioni importanti per fare le scelte migliori".
Quindi l'idea è dare continuità alla formazione vista nelle ultime gare?
"Sì, credo sia giusto dare continuità a chi sta facendo bene. Però bisogna considerare anche alcune situazioni individuali. Quando un calciatore passa da un minutaggio ridotto a un impiego molto elevato nel giro di pochi giorni, bisogna stare attenti a non creare effetti negativi. Per questo motivo il confronto con lo staff medico e con i preparatori sarà determinante per individuare la soluzione migliore".
Contro il Forlì si aspetta un Campobasso più attendista o più aggressivo?
"L'idea è proseguire sulla linea che abbiamo seguito nelle ultime settimane: una squadra che cerca di avere il controllo della partita, ma che allo stesso tempo sa gestire i diversi momenti della gara. Dobbiamo essere in grado di riconoscere quando abbiamo noi il predominio e quando invece ce l'hanno gli avversari. È successo anche mercoledì. La cosa fondamentale è capire il momento della partita e comportarsi di conseguenza".
Che cosa pensa dell'utilità delle amichevoli durante la stagione?
"Noi abbiamo un metodo di lavoro che, in alcuni periodi dell'anno, potrebbe anche portare a ragionare in quella direzione. Chiaramente non nelle settimane con impegni ravvicinati o con partite infrasettimanali. Spesso, però, il problema è più organizzativo e logistico che tecnico. Noi generalmente ci alleniamo al mattino per esigenze legate ai carichi di lavoro e organizzare un'amichevole non è sempre semplice. Cerchiamo comunque di raggiungere gli stessi obiettivi attraverso esercitazioni e lavori differenti, anche per evitare la monotonia. Detto questo, le amichevoli hanno certamente una loro valenza. A volte è più utile far giocare i ragazzi tra di loro per creare quella sana competizione interna. Spero di poterlo fare sempre di più, perché quando c'è competizione si alza il livello non soltanto dell'allenamento, ma di tutto il gruppo. Nessuno può permettersi di distrarsi, perché c'è sempre qualcuno pronto a cogliere l'occasione".
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