Luigi Sepe ❤ Anna Laura Acampora

La rubrica di TLP, con le interviste alle compagne dei calciatori in Lega Pro: mogli e fidanzate si raccontano.
27.07.2012 23:00 di Valeria Debbia  articolo letto 22957 volte
Fonte: in collaborazione con Claudia Marrone
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Luigi Sepe, portiere classe 1991, confermato per la seconda stagione consecutiva nelle file dell’A.C. Pisa 1909, in prestito dal S.S.C Napoli. Esordisce in Serie A nel 2009, rimane un po’ in ombra nelle file della squadra campana ma poi approda in Lega Pro, dove lo ricordiamo per la seconda parte dello scorso campionato, in cui Mister Pane gli ha concesso più spazio. Ai lettori di TuttoLegaPro.com la moglie AnnaLaura Acampora, una vita nel pallone (marito e padre calciatori, zio allenatore, ndr) racconta la loro storia d’amore.

AnnaLaura, raccontaci come è nata la storia d’amore tra te e Luigi, è stato lui a corteggiarti?
Ci siamo conosciuti fuori da un bar di Napoli il 19 aprile del 2009, il giorno del mio compleanno; io ero con i miei amici e lui con i suoi, venne a farmi gli auguri anche se non mi conosceva e poi mi chiese il numero. È nato tutto così…mi ha subito fatto un bel regalo!”.

È stato lui a chiederti di sposarlo?
In realtà prima abbiamo voluto un figlio, che tra pochi giorni compirà un anno, poi ci siamo sposati con rito civile la scorsa estate, il 29 giugno. E l’anno prossimo ci sposeremo anche in chiesa”.

Mi hai appena detto che avete un bambino: che tipo di padre è Luigi?
È un padre giocherellone, ma anche molto apprensivo. Dice sempre che sono io il genitore apprensivo, ma in realtà lui lo è molto più di me (ride, ndr)”.

E come compagno invece? Dicci un pregio e un difetto di tuo marito.
"Il suo pregio più grande è sicuramente quello di essere ottimista e sempre sorridente, mentre invece il suo difetto è di essere permaloso. E anche molto testardo".

Qual è il regalo più bello che ti ha fatto?
"Di regali me ne ha sempre fatti tanti, Luigi mi riempie continuamente di sorprese, ma sicuramente il più bello è stato Giuseppe, nostro figlio".

Seguivi il calcio prima di conoscere Luigi?
“(Fa un sospiro e poi ride, ndr) Purtroppo sì! Mio padre giocava a calcio, e mio zio è Carmine Gautieri, l’attuale allenatore della Virtus Lanciano; conosco l’ambiente del calcio, e sono sempre stata abituata a girare a causa degli spostamenti lavorativi di mio padre”.

Nella carriera di Luigi, Pisa è stato il primo trasferimento lontano dalla vostra Napoli; visto il lavoro di tuo padre non è stato difficoltoso per te spostarti di nuovo, vero?
In realtà questa volta è stato un po’ traumatico l’allontanamento da Napoli perché è stata la prima volta che mi sono allontanata da casa senza i miei genitori e in più con il nostro piccolo da crescere. Ma grazie all’affetto e all’amore di Luigi abbiamo superato alla grande questo momento di cambiamenti”.

Qual è stato il momento calcisticamente più bello per Luigi? E ricordi un momento particolare, ancora calcistico si intende, che magari ha influenzato la vostra vita di coppia?
Il momento più bello per Luigi è sicuramente stato l’esordio in Serie A con il Napoli (Fiorentina-Napoli 2-1, 28/01/2009, ndr). Poi ha avuto momenti un po’ più difficili perché ha giocato poco, anche lo scorso anno nella prima stagione a Pisa, ma non ci sono ancora stati momenti che hanno segnato la nostra vita di coppia”.

A volte nel calcio si vedono portieri rigoristi: vorresti che, almeno per una volta, Luigi si improvisasse rigorista per poterti così dedicare un goal?
Sì, lo penso sempre! (ride divertita, ndr). Per le mogli dei portieri è un po’ più complicato ricevere dediche, ma l’alternativa al rigore Luigi l’ha comunque preparata: si è fatto fare una maglietta con una foto mia e di nostro figlio, che potrà mostrare appena si presenterà una buona occasione”.

Davanti a sé, vista la giovane età e le buone premesse, Luigi ha una lunga carriera: cosa ti auguri per lui e per voi?
A mio marito auguro di arrivare dove tanto desidera, credo molto in lui e nelle sue capacità. Per noi due spero che tutto continui nella meravigliosa maniera in cui stanno andando adesso le cose”.

C’è una cosa in particolare che vorresti dirgli tramite questa intervista?
Vorrei ringraziarlo per tutto quello che fa per me, a volte non glielo dimostro, e dirgli anche che credo in lui. Tanto”.

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