Marco Piccinni ❤ Silvia Velon

Marco Piccinni ❤ Silvia Velon
© foto di TLP
venerdì 30 novembre 2012, 23:00Ho sposato 1 calciatore
di Valeria DEBBIA
fonte in collaborazione con Claudia Marrone
La rubrica di TLP, con le interviste alle compagne dei calciatori in Lega Pro: mogli e fidanzate si raccontano

Marco Piccinni, centrocampista classe 1987 attualmente in forza al Barletta, “mastino” (questo il suo soprannome) in campo e ragazzo dal cuore d’oro fuori. Un uomo con la grande passione per il calcio, che lo porta anche all’esordio in Serie B con la maglia della sua città natale (Bari), ma con in tasca anche una laurea in Ingegneria e con accanto a sé l’amore della sua vita, con la quale condivide passioni, momenti liberi e il progetto di un futuro “in fase di costruzione”. L’amore della sua vita è Silvia Velon, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore.

Silvia, quando vi siete conosciuti tu e Marco?
Io e Marco ci siamo conosciuti nel 2004, quando io ero al primo anno di liceo e lui, essendo più grande, alcune classi avanti a me. Mi è piaciuto da subito, alcune volte siamo anche usciti senza però che succedesse niente, poi lui si è diplomato e non ci siamo visti per un anno; quando poi ci siamo rincontrati casualmente in giro è scoccata la scintilla, non ci siamo più lasciati. Abbiamo intrapreso insieme anche il percorso universitario e ci siamo sostenuti molto l’uno con l’altra. E sono 7 anni che stiamo insieme”.

Parlando con Marco, e vista la vostra giovane età, so che ancora non siete sposati, ma pensate a un futuro insieme: quali sono i vostri progetti?
Sicuramente dopo 7 anni insieme vogliamo un futuro tutto nostro, vogliamo stare insieme, ma io prima devo laurearmi, poi penseremo a come venirci incontro”.

Ci dici un pregio e un difetto di Marco?
Inizio con il pregio (ride, ndr). Marco è buonissimo, pure troppo, e con tutti, indipendentemente dal rapporto che ha con le persone da tutto sé stesso, e con me è anche molto paziente. Ora il difetto…è testardo. Ti faccio questo esempio per farti capire: studiavamo insieme per un esame, e lui fece dei calcioli a mente, ma quando io li rifeci con la calcolatrice tornavano risultati diversi. Ha avuto il coraggio di dire che era la calcolatrice ad aver sbagliato!”. 

Quale è il regalo più bello che ti ha fatto?
Sicuramente la sorpresa che mi fece il primo anno che era lontano da me, quando giocava a Lucca. Ero molto triste perché era il mio compleanno e non lo avevo vicino, ma, nonostante i chilometri di distanza, lui mi fece sentire la sua presenza: chiamò le mie amiche e riuscì a organizzarmi una festa a sorpresa, facendomi anche trovare fuori casa un camion con appesa una nostra foto con la scritta “a mio modo ci sono e ci sarò sempre”. E’ stato un pensiero bellissimo”.



Tu segui il calcio?
Adesso sì, prima non molto. Marco però con me di calcio non ne vuol parlare perché dice che non ne capisco, ma io ho messo in pratica una tattica infallibile: mi documento da Internet e lo sorprendo sempre (ride, ndr)”.

Benissimo, diamo a Marco l’ulteriore prova che invece tu di calcio ne capisci e potete parlarne insieme…spiegaci il fuorigioco!
(Attimi di silenzio, e poi risata, ndr) “Allora…è fuorigioco quando l’ultimo giocatore di una squadra, al momento del passaggio, è davanti alla linea dei giocatori avversari”.

Sul fuorigioco ci siamo, Marco non potrà obiettare. Ma torniamo più da vicino alla sua professione, che come spesso accade, lo ha portato a girare l’Italia: è stato difficoltoso seguirlo in tutti gli spostamenti?
Sì, molto, perché con lo studio e le lezioni da frequentare tutto si complicava, e inoltre mi dispiaceva lasciare luoghi e persone con cui mi trovavo bene, anche se comunque le amicizie sono rimaste. È un po’ pesante anche emotivamente il continuo spostarsi, ma al tempo stesso è pure bello, si vedono tanti posti nuovi: nonostante io sia di Bari, ad esempio, non avevo mai visto Barletta”.

Quale è stato il momento calcisticamente più bello per il tuo compagno? E c’è invece un momento, ancora calcistico intendo, che ha influenzato la vostra vita di coppia?
Sicuramente per Marco il momento più bello è stato l’anno a Lucca, sia per l’ambiente che per le persone che per la squadra. A influenzare la vita di coppia, invece, più che il calcio, è stata la lontananza, sia negativamente che positivamente: negativamente perché non era sempre facile vedersi, positivamente perché la distanza ha rafforzato la fiducia reciproca”.

Pur non essendo un attaccante, Marco, soprattutto nelle stagioni passate, ha segnato diversi goal; te ne ha mai dedicato uno?
Sì, una volta me lo dedicò in un’intervista, dove disse che il goal era per la sua fidanzata Silvia”.

E tu invece, attraverso questa di interviste, c’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli?
“Lo ringrazio perché comunque mi è sempre stato vicino e voglio ricordargli che, anche se sono un'ingegnere e non una velina, sarò la donna della sua vita”.

© foto di TLP
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