INTERVISTA TC - Varini: "Mi piacerebbe fare il talent scout. Stadi chiusi? Situazione in divenire"

08.09.2020 20:50 di Raffaella Bon   Vedi letture
INTERVISTA TC - Varini: "Mi piacerebbe fare il talent scout. Stadi chiusi? Situazione in divenire"

Massimo Varini, direttore sportivo fresco di addio alla Pro Vercelli, ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com: “Stadi chiusi? Per ora la situazione è in divenire. Riapriranno le scuole, verrà il freddo, il virus continua a circolare e cominciano a riempirsi le terapie intensive. Obiettivamente c’è paura: se apri gli stadi al 30% di pubblico non avverrà il finimondo, ma la cosa deve essere gestita bene dalle società. Ci sono cose difficili da attuare, penso ad esempio ai tamponi, che per i club sono un esborso economico importante”.

Giusto quindi tenere chiusi gli stadi in questo momento?

“Penso che ci sia da stare attenti, perché non si può nascondere la pericolosità del virus, basta vedere quello che accade in Spagna e Francia, dove ci sono numeri diversi dai nostri. Bisogna verificare cosa succederà in questi 15-20 giorni”.

Liste a 22: cosa ne pensa?

“Io avrei fatto un discorso diverso, cioè un numero di over limitato (otto o nove) e un numero di giovani illimitato. E’ una cosa che crea problemi, perché se ci sono squadre con esuberi queste dovranno per forza di cose lavorare molto in uscita. Poi c’è chi disputa il campionato pensando sia giusto far giocare i giovani, chi invece non è per nulla interessato a questo. L’anno scorso siamo stati la squadra italiana che ha utilizzato di più gli under, però la situazione era diversa”.

Gilardino al Siena: come lo vede?

“Ha fatto una scelta, ha deciso di non restare fermo e da questo punto di vista gli dò ragione, perché stare senza far niente non va bene. Ha sposato un progetto importante, con una società dalla grande storia , quindi può essere un ulteriore trampolino di lancio. Poi secondo me dovranno essere bravi, perché partono con un ritardo significativo rispetto alle altre società del girone. Conosco bene Alberto, l’importante è che venga lasciato lavorare con serenità, senza paura”.

Direttore, come si trova lei senza calcio?

“Per il momento non ho problemi di nessun genere, anzi, mi sono goduto l’estate come non mi accadeva da trent’anni. Mi piacerebbe lavorare come osservatore per qualche società, dopo aver fatto l’allenatore prima, il talent scout poi e infine il direttore sportivo, penso sia arrivato il momento di provare una nuova esperienza e ritengo di essere in grado di poterlo fare, senza presunzione, visto che ho lanciato qualche giocatore anche in Serie A. Altrimenti continuerò a godermi la pensione (ride)”.